6.11.08

Sei un Dalì o un Van Gogh? estroverso o introverso?

Per AVERE successo nella vita bisogna essere estroversi e sapersi "vendere" come Dalì, ed ESSERE intimisti e riflessivi alla Van Gogh... paga? ...o c'è sempre un amaro prezzo?

Voi vi sentite più Dalì o Van Gogh?



Post realizzato da myArtistic Blog Design Atelier creativo di Padova che oltre a gestire un blog d'Arte e Design realizza decorazioni su mobili antichi restaurati e crea pezzi innovativi con arte, design e tecnologie all'avanguardia. Contatti: www.myartistic.it info@myartistic.it

23 commenti:

  1. Personalmente posso dirti che mi sento un pò tutti e due questi personaggi.

    Sicuramente Dalì per quanto riguarda la parte "pubblica".

    Molto Van Gogh per quanto è inerente la sfera strettamente privata.

    Questo se vogliamo parlare di modo di essere o meglio, modo di "sentirsi".

    In ogni caso, essere se stessi, sempre e comunque, ti ripaga, alla fine, in termine di successo, libertà e quant'altro.

    Il prezzo?

    Quello lo fa il grande Mercato della Vita.

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  2. Io sono 25 anni che faccio il venditore di conseguenza ho imparato ad essere più Dalì......
    Come artista però Van Gogh per me è il massimo......

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  3. Io per lungo tempo ho scelto la linea di Dalì e Picasso poichè il progetto era: impostare, creare, progredire e crescere, i risultati sono stati eccellenti ma ad onor del vero, io ho venduto abilmente qualcun'altro che non sono io.
    Ora con la maturità e la tranquillità economica ho liberato il Van Gogh che c'era in me e lo lascio scorrazzare libero ma per ottenere ciò che volevo ho pagato un prezzo alto, molto alto, ho incatenato l'estro di un giovane e non l'ho lasciato esprimersi.

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  4. Ciao a tutti.

    Per me il problema non si pone: Van Gogh sotto tutti gli aspetti...anche perchè di Dalì non riesco ad apprezzare nulla, di Picasso solo il periodo figurativo-realista, in cui -a mio modestissimo avviso- ha prodotto i suoi veri capolavori.

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  5. @ Aldo ricordati che l'Arte non è bellezza!!!

    @ Pragma il giusto sta sempre nel mezzo!!!

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  6. Se fai come Dalì ottieni successo e fama.
    Se fai come Van Gogh incomprensione e povertà.

    Forse sarebbe già un successo "essere" come uno di loro, in un modo o nell'altro.

    Il venditore deve essere un Dalì. Il creativo deve essere un Van Gogh.
    Oggi, più che prima, però le due figure devono sovrapporsi. Non basta più l'aspetto esteriore, la bolla estetica dell'immagine. Oggi più di prima ci deve essere una sostanza che "regga" la parte esterna del prodotto. Non basta la griffe. Non più.

    Non che Dalì fosse griffe. Assolutamente. Van Gogh aveva problemi psichici. Semplicemente.
    Chi essere allora? Entrambi.
    La complessità del mondo moderno ci costringe ad equazioni a più incognite di cui conosciamo solo alcuni dati e qualche variabile.
    La caratteristica di questo millennio è la completa elasticità che l'uomo dovrà avere. Soprattutto capacità di interagire con scienza ed etica.

    Gli aspetti del modo di essere prevalenti diventano allora molteplici. Un po' Dalì, ovvio, anche tanto se è il caso, ma necessariamnte Van Gogh, un po' Picasso ma anche Modigliani. Un po' Koons e un po' Marini. Un po' Kienholz e un po' Wesselmann.
    E' solo nella molteplicità delle proprie capacità che si svilupperà la sopravvivenza dell'uomo del tremila....

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  7. Mi inviti a nozze...se non sbaglio era proprio Picasso che disse: «I mediocri imitano, i grandi copiano».
    Ho premesso che PER ME l'arte è quella che riesce a comunicare il messaggio all'interprete.
    Troppo spesso ho sentito dire da alcuni presunti artisti: «E' chi guarda il quadro che deve dargli un'interpretazione»...questo è barare per vendere ad ogni costo, non è promuovere un messaggio attraverso il mezzo di espressione.
    Opinione personale, ribadisco.

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  8. @fucsiaman concordi con me... il giusto sta sempre nel mezzo!!! Ma non dirmi che non sei un Dalì!! ;-)

    @ Aldo... si però bisogna anche saper copiare!!! Il bravo copiatore COPIA... ma tu non te ne accorgi!!!

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  9. Completamente d'accordo, su questo...niente da obiettare, sempre per come la vedo io.

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  10. Casomai sarò un Danì!!!!

    Un bel cavolo (scusate la metafora), che chi guarda deve dare l'interpretazione. Quella è la scusa di chi non sa perchè ha fatto qualcosa ed aspetta di avere idee dagli altri.

    L'arte è altro. Altrove. Altrimenti.

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  11. Sante parole Danì

    Se penso io a quale artista, possa rappresentarmi maggiormente, posso dire tranquillamente che gli Artisti sono due: Dante Gabriel Rossetti in assoluto e Gustav Klimt. Due generi molto diversi, ma che in fondo rispecchiano la mia personalità.

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  12. @ fucsiman non ti infuriare ;-)

    @ Isa guarda che ci pensi ci sono anche Artiste femmine!!!
    Cmq devi essere raffinata e attenta ai dettagli alla Klimt... con qualche "ricciolo" di troppo!!! ;-)

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  13. Non ho una grande considerazione delle donne Artiste, però mi piace particolarmente Tamara Lempicka.

    Bel modo per dirmi che sono puntigliosa! :-)))))
    Sei un'artista delle parole, lo sai?

    E' davvero un gran piacere parlare con te.
    :-)

    ....P.S.

    Ogni "ricciolo", un capricciolo.... ;-)

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  14. La De Lempicka è decisamente tra gli artisti moderni che amo di più...ora ne ho un ulteriore motivo.
    ;-)

    Il pittore contemporaneo che trovo davvero rispecchi i miei gusti è Jack Vettriano. Solidissime basi tecniche, grandissime capacità espressivo-evocative, intensità ed eleganza in ogni soggetto.
    Cosa ne pensate?

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  15. Vettriano è un grandissimo pittore. Meno come artista. Un postHopper (come Fabiano)la cui abilità rappresentativa è tecnicamente sublime, nonchè la capacità di saper cogliere gli aspetti più intimi della relazione uomo/donna. (mi auguro che abbia approfondito il rapporto con le sue splendide modelle)
    Le sue cose migliori le ha comunque fatte fino al 2004. Conosciutissimo e ben quotato, fa la sua "porca" figura in ogni ambiente in cui il quadro viene inserito. Però....

    Questo è il quadro "The Singing Butler"

    http://www.jackvettriano.com/pages/single/5472.html

    e questa è la versione "rivisitata" di Bansky:

    http://www.banksy.co.uk/indoors/01_2.html

    Ovvero la differenza tra un pittore sublime ed un grande artista.....

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  16. "fucsiaman" Danilo Verticelli7 novembre 2008 09:53

    Questo è un grande artista, ad esempio:

    http://little-people.blogspot.com/

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  17. @ fucsiaman

    Ho capito il concetto di arte che vuoi trasmettere... Bansky esprime un messaggio, una critica, ha dipinto con un ragionamento,...mentre Vetriano ha realizzato un quadro stupendo, stilisticamente parlando.

    Ma, se posso farti una domanda, per te gli artisti "veri" iniziano dall'espressionismo?

    O pensi che un artista si possa chiamare tale quando esprime al massimo la cultura e la società del tempo in cui vive, cercando di evolvere continuamente la propria Arte?

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  18. "fucsiaman" Danilo Verticelli7 novembre 2008 15:39

    Ahi, che domanda!

    L'amico Fabiano, a cui ho posto la domanda di cosa ne pensi di Vettriano (che io ritengo inferiore al fabiano stesso), ha detto che fa quadri da salotto, riproducibili da tutti. O forse, producibili, da tutti. Privi di anima. In effetti, in quei bei pannelli ci sono algide rappresentazioni fotografiche di scene voyeuristiche o frame postcoitali o semplici immagini di vita quotidiana sempre legate al rapporto feticistico con i soggetti rappresentati. Belle donne. pagine di Playboy d'annata.
    Si tratta insomma di un tipo di arte, o meglio di pittura, che poco aggiunge al senso di fare arte. E' un'arte da tinello, arredatrice. Con la sua massima dignità, per amor del cielo. Anzi. Molto bella, dal puro punto di vista estetico. E per tanti clienti è più che sufficiente. Ma tu mi chiedi di Arte...

    Io (e non solo io) concepisco l'arte come una forma di comunicazione del pensiero e quindi deve pur avere un pensiero alle sue spalle.
    Nella produzione 2008, il buon Vettriano fa dei ritratti di sportivi, ovvero, siamo alla frutta. Semplici ritratti da fotografia. C'è modo e modo di fare ritratti (cfr Modigliani).

    A proposito di abilità tecnica, ma avete mai visto le cose di Norman Rockwell?
    http://www.normanrockwell.com/
    Lì si che c'è satira, critica, pensiero....

    Hopper dipingeva il malessere inconscio della borghesia e la noia del vivere di quei ceti; Vettriano non sembra avere questa spinta. Egli si compiace del dipingere e di mostrare la buona tecnica acquisita, peraltro abbastanza diffusa tra i buoni accademici anche nostrani.
    Non c'è tensione in quei quadri, c'è l'esibizione. In questo egli è maestro ed Hopper retrocede, ma non è detto che sia un bene.

    Qui la versione originale di Nighthawks di Hopper:
    http://www.ibiblio.org/wm/paint/auth/hopper/street/hopper.nighthawks.jpg

    e qui quella di Bansky
    http://www.banksy.co.uk/indoors/01_3.html


    Vengo quindi alla tua domanda. Spesso ho pensato che fosse così, salvo poi ricredermi di fronte al Caravaggio o al De La Tour, o al Van Gogh stesso (nei suoi disegni a matita ad esempio) dove la testimoninaza del vivere quotidiano è intensa e completa.
    L'artista, secondo me ovvio, è un "portatore di metafore". Ove manchi la metafora, ove l'opera si ponga come semplice descrizione (quasi tutta l'arte sacra ad esempio) di fatti o di metafore già scritte (Giotto, Michelangelo), ove l'opera non deformi la semplice rappresentazione di un qualcosa a favore di un pensiero pregnante che nell'artista deve pur esserci (sennò è un decoratore), io non me la sento di considerare costoro, artisti. Lo so, dico cose inaudite.
    Diversamente, occorre tenere conto che nel corso dei secoli ci sono state figure artistiche che pur nell'ortodossia della rappresentazione hanno inserito soggetti o tecniche rivoluzionarie (rientrano Giotto e Michelangelo), manifestando anche implicitamente un loro personale pensiero innovativo, anche senza ricorrere alla metafora.
    La Colazioane sull'Erba di Manet è un esempio di "scandalo" per i tempi che correvano (si passava dall'arte intesa come momento aulico a quella intesa come parte del quotidiano)

    http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Manet,_Edouard_-_Le_D%C3%A9jeuner_sur_l%27Herbe_(The_Picnic)_(1).jpg

    Cezanne stesso, che scompone i colori anticipando le moderne tecniche televisive basate sull'intensità dei punti di colore puri; Picasso, che pur rappresentando donne, manifesta l'intera modernità di un pensiero rivoluzionario; Modigliani che alla pari mostra nell'unico occhio grigio dei suoi personaggi ritratti, la parte introspettiva dell'animo umano. E così si può dire per un Matisse ma molto meno per un Renoir. Pur se i suoi soggetti andavano a pescare nel quotidiano notturno dei locali alla moda, invece che in bucoliche scene con putti o dame.

    Un artista si può fregiare di tale nome, quando ha un pensiero da comunicare, lo fa attraverso un media, e lo fa senza altri scopi di tipo funzionale.
    Qual'è quindi il pensiero di Vettriano?

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  19. Allora l'Arte è SOLO critica!!!

    Jack Vettriano sarà anche un pittore da salotto, ma sono sicuro che comprerei subito un suo quadro, al contrario di un quadro deprimente di questo Hopper!!!

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  20. @ fucsiaman

    Lo so fucsiaman la domanda non era alquanto semplice!

    Per quanto riguarda Vettriano leggi, se non lo hai già fatto, questo bel articolo:

    http://www.arteonline.org/Contemporanea/Contemporanea/1900/Pittura/Jack%20vettriano/Vettriano.html

    Io penso e spero che ogni pittore prima di dipingere abbia un'idea di ciò che vuole trasmettere... e non è detto che ciò sia sempre critica o scandalo. Devo anche ammettere che non sono particolarmente interessata a questo tipo di pittura, ma non mi sento di giudicarla.

    Dici che l'Arte deve comunicare, io penso che debba anche trasmettere ed emozionare. Un Artista deve denunciare e condannare qualsiasi cruda realtà, ma deve anche elogiare la gioia!
    Certo che ad esempio le migliori canzoni o poesie sono nate da sentimenti di tristezza e nostalgia e inquietudine.

    Hopper è un Artista con la “A” maiuscola, con questo voglio rispondere anche ad Aldo... informati prima!!!

    Per quanto riguarda la risposta alla domanda che ti avevo fatto, ero convinta, da quel poco che ho avuto modo di interagire con te e sentendo le tue affermazioni e i tuoi concetti, che avresti risposto in maniera audace e dicisa! ;-)

    Non hai detto niente di inaudito!
    Chi descrive senza anima non è un Artista!
    Quasi tutti i grandi hanno trovato un modo per dare in ciò che hanno prodotto. Certo che davanti alla Venere di Botticelli io non riesco a dire "Non è Arte", perché mi ha trasmesso bellezza, perfezione, precisione, minuziosità, tutto quello che è irraggiungibile; …possiamo considerarla una critica alla continua ricerca dell'uomo verso l'impossibile.

    Manet con La Colazione sull'Erba o con L'Olympia ha fatto "scandalo", come un certo Modrian ha dato una svolta quando ha deciso di dipingere un albero di color rosso.

    Sarai d’accordo con il pensiero di Cèzanne quando afferma: “Nella pittura ci sono due cose: l’occhio e il cervello, ed entrambe devono aiutarsi tra loro”.
    Ciò vuol dire che la lettura semplicemente percettiva della natura non è sufficiente. Esiste, infatti, un secondo livello di lettura, quello intellettivo. L’intelligenza deve spronare il pittore a indagare la realtà per scoprire l’essenza, la verità nascosta dalle apparenze che la rivestono. E’ la geometria, che permea tutte le cose e a cui tutto può essere ricondotto, la verità a cui Cèzanne tende.

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  21. Si, sono d'accordo con te fedex.

    Mi ero proprio dimenticato del Botticelli e della sua Venere... faccio ammenda.

    Persino la comunicazione di un'emozione, persino quella deve avere un pensiero dietro.
    Troppo facile emozionarsi per una scena o un colore o una suggestione.
    Tutto diventa arte allora. Anche un tramonto è arte? Il colore di un palazzo? Un paesaggio naturale? Una cata da parati? Cos'è che non ci dà emozioni?
    la storia delle emozioni mi ricorda un po' quella di sopra, dove si dice che il significato lo deve dare chi guarda.
    Qualsiasi cosa a questo mondo dona emozioni. Tutto sta a saperle percepire. Ma non basta.

    Per non deludere l'amico Aldo, Vettriano è un grandissimo pittore. Con una grande mano e con soggetti comunque originali se collocati in ambito artistico. Famose Pin-up le dipinse Mel Ramos, e le riviste softcore degli anni cinquanta e sessanta sono piene di scene alla Vettriano. Ciò non toglie che egli sappia bene come rappresentare quei temi. Forse è il migliore o comunque il più conosciuto.

    Hopper, "questo" Hopper, è altro però. Senza che nessuno se la debba prendere. Il mondo dell'arte è pieno di fazioni e di gusti personalissimi. Ciò che attrae uno non attrae altri.
    Bonito Oliva vomiterebbe di fronte ad Hopper e Vettriano messi insieme...
    Sgarbi prediligerebbe Vettriano, così come Daverio....

    L'Arte è sì critica. Prevalentemente critica. E' proprio la critica che seleziona gli artisti dai pittori, dagli scultori, dagli artigiani, dai decoratori, dai designer, dai truffaldini...

    La critica, come tutte le cose, è relativa. Quindi va ascoltata e capita. Poi si può condividere o no.

    L'articolo, scritto da un vettraniano, mette appunto in risalto la dicotomia (che non deve esistere) tra successo di pubblico ed essenza del prodotto proposto.

    Si direbbe che laddove c'è successo, c'è anche poca ricerca o facilità di messaggio.
    Il "mercato", quanto pi è condivisibile (in termini di gusto) tanto più è esteso. E l'arte difficilmente va d'accordo con il mercato, come abbiamo già detto in altri post.

    Si pensa quindi ai programmi televisivi e si confronta lo share con i programmi "culturali" di seconda serata. Si pensa ai cinema d'essai, alle librerie che vendono Faletti e i libelli postZelig.
    Non sempre è così. Talvolta l'artista arzigogola per rendere il proprio prodotto "intellettuale" e non sempre vi riesce. Meglio allora un buon Vettriano, un buon Warhol...
    Rimane il fatto che un'arte di successo non porta mai alla ricerca ma solo all'autoepigonia.
    Infatti Vettriano fa sempre le stesse cosa da sempre. Buon per lui che è ricco e famoso. Invidiabile.
    Ma di fronte ad un'opera di Schnabel, altro ricco e famoso (e con la moglie bellissima), per quanto il marketing abbia fatto al propria parte, io preferisco quest'ultimo venti volte.

    Ho parlato di Norman Rockwell. Che ne dice Aldo di quell'artista illustratore?

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  22. Ti piace scrivere è fucsiaman… ho perso una notte di dolce sonno per “leggerti”. Ribadisco il mio concetto a te e Fedex, sono convinto che l’Arte debba avvalersi dell’arma successo… se Michelangelo avesse dipinto la cappella Sistina in una chiesa sperduta in Tibet… forse non sapremmo nemmeno della sua esistenza!
    Cosa penso Norman Rockwell ciascuna delle sue tavole non è soltanto un disegno, è una storia, di cui afferriamo particolari nuovi tutte le volte che la osserviamo. Ci vuole tempo e accurata osservazione per scrutarne ogni minimo particolare e dettaglio. Si impara sempre qualcosa di nuovo, pur rappresentando una storia già raccontata e scritta.

    A proposito di illustratori dimmi tu cosa ne pensi di Mark Ryden ecco il link:

    http://www.markryden.com/

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  23. Molto bravo. Capisci da te che è superiore a Vettriano... almeno inventa.

    Non c'è bisogno di impiegare una notte a leggere...Non ne vale la pena.

    L'arte ha sì bisogno di pubblicità. Certo. Ma non può dipendere da essa, nè come sviluppo, nè come giudizio qualitativo.

    Non è detto che ciò che ha successo abbia in sè le caratteristiche di valore che l'arte stessa vorrebbe richiedere. Il successo è legato a dinamiche strane ed estranee spesso al fare arte vero e proprio. Amicizie, soldi, politica, corruttele, comunque una base di valore intrinseco, fanno sì che le carriere artistiche siano estremamente differenti a parità di qualità.
    Tant'è. Questa è anche l'Arte....

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