15.12.08

15.12.08 René Magritte "le saboteur tranquille": un'arte che invita a riflettere. "La pittura un'arte della somiglianza."


Il gioco sottile dei nonsensi, per la prima volta lo scopo dell'opera d'arte non è più l'arte di per sé, ma una riflessione sull'arte stessa.

"La pittura viene correttamente chiamata: un'arte della somiglianza. Il linguaggio corrente parla di «immagine dipinta» per denotare la somiglianza. Per vederci un po' chiaro, conviene distinguere ancora fra somiglianza e similitudine. Da un lato: la somiglianza appartiene solo al pensiero; e dall'altra parte: un'immagine dipinta ha similitudini possibili solo con aspetti del mondo visibile. E' opportuno anche osservare che le similitudini e le differenze sono rivelate solo da atti possibili del pensiero, particolarmente da atti del considerare, del paragonare, del distinguere e del valutare. L'arte di dipingere consiste nello stendere su una superficie dei colori, in modo che l'aspetto dei colori coincida con le figure riunite nella spazialità del mondo visibile. Questa coincidenza, che risulta dalla descrizione del mondo si chiama immagine dipinta! L'immagine dipinta è la descrizione del mondo visibile, si chiama immagine dipinta. L'immagine dipinta è una descrizione esatta nella misura in cui essa ha rapporti di similitudine con gli aspetti del mondo visibile [...]. L'immagine dipinta è, da un lato,: descrizione del mondo visibile modificato da una maniera di pensare; ovvero, d'altra parte, l'immagine dipinta è la descrizione del mondo visibile compreso in modo spontaneo [...]. Ciò che bisogna dipingere è dato dall'ispirazione, che è l'evento in cui il pensiero è la somiglianza stessa."

Tratto da: R. Magritte, La combinazione della mia arte. A cura di G. Cacciavillani, Montebelluna 1991, pp. 80-84.

«Non dipingo: utilizzo oggetti che hanno l'apparenza di quadri, perché il caso ha fatto sì che questa forma espressiva convenisse meglio ai miei sensi.»

«La mente ama l'ignoto. Ama le immagini il cui significato è sconosciuto, poiché il significato della mente stessa è sconosciuto.»

«Uno studioso al microscopio vede molto più di noi. Ma c'è un momento, un punto, in cui anch'egli deve fermarsi. Ebbene, è a quel punto che per me comincia la poesia.»

8 commenti:

  1. Ovviamente stiamo parlando di arte figurativa, prima che cominciasse ad esistere l'informale e l'astratto.
    Il mio più grande cruccio è non avere la copntroprova di ciò che avrebbero fatto tanti grandi della pittura se fossero nati negli anni '40 e '50. Magritte negli anni sessanta, Picasso trenta anni dopo, ma anche Michelangelo, Caravaggio, Botticelli, Leonardo...
    L'Arte non è solo descrizione del mondo visibile, non è affatto "descrizione", fosse descrizione basterebbe affacciarsi alla finestra per vedere l'originale. E infatti Magritte non voleva assolutamente dire ciò che invece evinciamo. Le nuovle in cui si perdono i suoi ominidi cappelluti non esistono nel mondo visibile. Sono esse stesse metafore e non descrizioni. Appartengono al mondo del pensiero pur avvalendosi di una rappresenteazione pseudorealistica.
    Diciamo che l'Arte di Magritte è descrittiva ma non del mondo, bensì dell'animo invisibile, ed è Arte proprio perchè riesce a manifestare visivamente ciò che è proprio di un mondo estraneo ai cinque sensi canonici.
    L'astrattismo ha invece dimostrato che la stesa del colore non necessariamente dovesse coincidere con le figure ella spazialità visibile, mpiuttosto con le in-figure di una in-spazialità in-visibile.
    L'Arte è quindi un modo di comunicare nel quale l'aspetto rappresentativo è solo una variabile secondaria.....

    RispondiElimina
  2. Certo parliamo di arte figurativa. Il mio grande cruccio è di non avere la controprova di ciò che avrebbe fatto fucsiaman nel '400 e '500 (;-), ...a parte i giochi di parole, penso che ogni artista, da te citato, ha fatto un passo in avanti verso l'arte contemporanea.

    L'Arte oggi va oltre la descrizione, ma rimane comunque nel percorso creativo di un artista, penso che sia fondamentale descrivere per poi elaborare... come dice Magritte: «Uno studioso al microscopio vede molto più di noi. Ma c'è un momento, un punto, in cui anch'egli deve fermarsi. Ebbene, è a quel punto che per me comincia la poesia.»
    L'arte di Magritte è "metasurreale", ciò che è del tutto estraneo al suo metodo è l'automatismo psichico, in quanto egli, con la sua pittura, non vuole far emergere l'inconscio dell'uomo ma vuole svelare i lati misteriosi dell'universo; basata più sulla "veglia" che sul "sogno" (Dalì), la citazione di "La combinazione della mia arte" è concentrata sulla tecnica del trompe l'oeil.

    RispondiElimina
  3. nel 400 sarei stato fucsiamessere.....

    RispondiElimina
  4. Fucsiamessere.... pittore e signore di alto lignaggio alla corte de' Medici...

    RispondiElimina
  5. soprattutto lEgnaggio

    RispondiElimina
  6. CIAO A TUTTI

    Adoro la pittura surrale di Magritte!!!!

    SUPERLATIVA..

    ♥♥Buon inizio settimana♥♥

    RispondiElimina
  7. Magritte: Non-senso, irrazionalità, e mistero, bellissima pittura.
    Vista l'ora buona dopo pranzo per la veglia!!!!!!!!!

    RispondiElimina