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28.5.09

28.05.09 L'arte di Hilde Genoese.

... il mistero della sensualità...

Hilde Genoese nata a Milano nel 1962. Autodidatta, dotata fin dalla più tenera età di grande creatività e senso artistico, persegue con tenacia la propria inclinazione ottenendo importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali. Per esempio è arrivata decima nella graduatoria votata dei lettori della rivista nazionale Quadri e Sculture. Fra i suoi estimatori ci sono persone del mondo dello spettacolo a livello internazionale, ed esponenti del mondo della cultura, dei quali l' artista conserva gelosamente la foto. L'On. Vittorio Sgarbi l'ha onorata di una visita nello studio dove lavora, definendo le sue opere molto interessanti. Ha lavorato per parecchi anni per importanti ditte di moda che hanno formato sua personalità; ne è prova evidente l'uso del tessuto, delle pietre, dell'oro nel suo lavoro. Le forme che elabora sono sempre sinuose e il messaggio di sublimazione della bellezza anima la sua pittura. Ha uno studio a Cortemaggiore (PC) e da un po' di anni una galleria personale a Pignone (SP), paese nell'entroterra delle Cinque Terre, dove immersa nella natura incontaminata, l'artista rigenera la sua creatività.

Continua così con l'artista Hilde Genoese la serie d'interviste lanciate sul nostro gruppo di Facebook "Arte Antiquariato Arredamento Design Vintage"

D- Cos'è per te l'Arte?

Per me l'Arte è movimento dell'Anima...

D- Che stili e movimenti artistici ti hanno più influenzato nel tuo percorso evolutivo?

Sicuramente l'impressionismo per lo studio del colore, il simbolismo dell'Art Nouveau, e l'uso dell'oro, che trova in Klimt l'esponente più autorevole.

D- C'è un filo conduttore nei messaggi che trasmetti attraverso le tue opere?

La sublimazione della bellezza fine a se stessa.

D- Come definiresti il rapporto fra Arte e Bellezza?

Un rapporto inscindibile... corpo e anima.

D- Come vedi l'evoluzione dell'arte contemporanea?

Oggi più che fare arte si tende a stupire con effetti speciali...formalina, disegni su pane tostato... tutto questo durerà il tempo che merita. Ma ci sono segnali incoraggianti ...il nuovo è bello se strizza l'occhio al passato.

Per contattare l'artista:
e-mail: hildegenoese@libero.it
sito: www.hildegenoese.it
telefono fisso: 0523835181
cellulare: 3388561033
22.5.09

22.05.09 L'arte fatta di sensazioni dell'artista Francesco Cecere.

Immagini di uomo
tecnica mista su sabbia e polvere di legno, 120 x60, Napoli 2006

Quindici anni di lavori e una incessante ricerca di vita: la mostra “Follia o vagare di dolce euforia” ospitata a Palazzo Marigliano rappresenta un momento di svolta nella carriera del giovane artista napoletano Francesco Cecere. I lavori esposti sono le ultime produzioni: per lo più opere di pittura informale, ma nessun lavoro materico o pittoscultoreo. Quindici opere che ripercorrono una strada che ha portato ad una riduzione numerica aumentata in qualità, che dà un’impronta più forte dove predomina il nero e il rosso. Nero che non è sinonimo di oscurità, ma di chiarezza in quanto sintesi di tutti i colori e massimo risultato della luce. Colore che diventa materia con l’utilizzo di sostanze eterogenee: sabbia, caffè, polvere di legno. Le opere si sviluppano lungo il solco della scuola di Domenico Spinosa la cui matrice dolorosa affonda le proprie radici, secondo Sartre, dell´uomo appena uscito dalle atrocità della guerra, e che, per Cecere, riconducono alla perdita degli affetti più cari e alle difficoltà di una vita travagliata. E al rapporto conflittuale con la città di Napoli, che, come una altalena, oscilla tra gioia e infelicità, benessere e malessere. Napoli città rossa, città in continuo cambiamento, quasi buia. Ma un rosso che è parte, anch’esso, della chiarezza dopo il continuo alternarsi tra momenti di violenza e momenti di pace. Una pittura in fieri che, alla fine, aprirà a Cecere la strada della “dolce euforia” nella terra di Jackson Pollock, dove l’artista punta ad arrivare con la collaborazione della regione Campania.
A cura di Carlo Saccon

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D- Cos'è per te l'Arte?

Vita.

D- Che stili e movimenti artistici ti hanno più influenzato nel tuo percorso evolutivo?

Classicismo, impressionismo astratto informale.

D- C'è un filo conduttore nei messaggi che trasmetti attraverso le tue opere?

Sensazioni.

D- Come definiresti il rapporto tra Arte e Bellezza?

Troppo complicato e superficiale definire il rapporto arte e bellezza.

D- Come vedi l'evoluzione dell'arte contemporanea?

In un certo senso a volte troppo commercializzata ...

15.12.08

15.12.08 René Magritte "le saboteur tranquille": un'arte che invita a riflettere. "La pittura un'arte della somiglianza."


Il gioco sottile dei nonsensi, per la prima volta lo scopo dell'opera d'arte non è più l'arte di per sé, ma una riflessione sull'arte stessa.

"La pittura viene correttamente chiamata: un'arte della somiglianza. Il linguaggio corrente parla di «immagine dipinta» per denotare la somiglianza. Per vederci un po' chiaro, conviene distinguere ancora fra somiglianza e similitudine. Da un lato: la somiglianza appartiene solo al pensiero; e dall'altra parte: un'immagine dipinta ha similitudini possibili solo con aspetti del mondo visibile. E' opportuno anche osservare che le similitudini e le differenze sono rivelate solo da atti possibili del pensiero, particolarmente da atti del considerare, del paragonare, del distinguere e del valutare. L'arte di dipingere consiste nello stendere su una superficie dei colori, in modo che l'aspetto dei colori coincida con le figure riunite nella spazialità del mondo visibile. Questa coincidenza, che risulta dalla descrizione del mondo si chiama immagine dipinta! L'immagine dipinta è la descrizione del mondo visibile, si chiama immagine dipinta. L'immagine dipinta è una descrizione esatta nella misura in cui essa ha rapporti di similitudine con gli aspetti del mondo visibile [...]. L'immagine dipinta è, da un lato,: descrizione del mondo visibile modificato da una maniera di pensare; ovvero, d'altra parte, l'immagine dipinta è la descrizione del mondo visibile compreso in modo spontaneo [...]. Ciò che bisogna dipingere è dato dall'ispirazione, che è l'evento in cui il pensiero è la somiglianza stessa."

Tratto da: R. Magritte, La combinazione della mia arte. A cura di G. Cacciavillani, Montebelluna 1991, pp. 80-84.

«Non dipingo: utilizzo oggetti che hanno l'apparenza di quadri, perché il caso ha fatto sì che questa forma espressiva convenisse meglio ai miei sensi.»

«La mente ama l'ignoto. Ama le immagini il cui significato è sconosciuto, poiché il significato della mente stessa è sconosciuto.»

«Uno studioso al microscopio vede molto più di noi. Ma c'è un momento, un punto, in cui anch'egli deve fermarsi. Ebbene, è a quel punto che per me comincia la poesia.»