Ci si interroga sulle ripercussioni che questa crisi finanziaria potrebbe avere sul mercato dell’arte...
Come scriveva Paolo Manazza sull'inserto economico del Corriere della sera, l’effetto più facilmente prevedibile sarà un considerevole incremento dell’offerta di opere, il che potrebbe in qualche modo correggere le storture di un mercato “drogato” come quello internazionale. Un mercato sovraffollato d'autori “inventati a tavolino”, produttori di opere dai prezzi esorbitanti, per nulla avvicinabili alle quotazioni di artisti nostrani di grande valore.
L'arte contemporanea costa così tanto perché?
Ieri l’esperto di economia dell’arte è tornato sull’argomento evidenziando i primi tangibili effetti della crisi stessa, che sembrerebbero confermare le sue previsioni: un ridimensionamento significativo delle quotazioni di un mercato da tempo “drogato” e la valorizzazione della qualità a discapito della pubblicità. Tre, in particolare, i fenomeni degni di nota. Nel week-end del 17-19 ottobre si è registrato, nelle aste londinesi, innanzitutto un significativo incremento del numero di opere rimaste invendute (ben il 30 % nella Evening Sale d’arte contemporanea di Sotheby’s e il 45 % da Christie’s). In secondo luogo, si è avuto un drastico abbassamento dei prezzi: i quadri venduti in diversi casi hanno superato di poco le riserve, che, peraltro, erano già state abbassate prima dell’inizio delle vendite e in genere non hanno raggiunto il minimo delle stime. In terzo luogo, si è riscontrato l’andamento in contro tendenza delle opere di artisti italiani del ‘900 (soprattutto Fontana, Pistoletto, Pomodoro, Consagra e Capograssi). Sotheby’s ha avuto, per tali articoli, addirittura il 94 % delle vendite. Si pensi soltanto che nelle cinque aste di Londra i prezzi di Fontana hanno quasi doppiato quelli di Andy Warhol.
E' forse il momento degli appassionati?
Si fanno speculazioni sul mondo dell’arte, nel senso di pronostici, ma il settore è molto più difficile da decifrare di quanto non si creda. Senza dimenticare le sorprese inaspettate che può offrire questo mercato. Intanto perché i super ricchi (es. russi \ cinesi), non "sembrano"essere toccati e poi perché la cultura delle celebrity e del voler possedere per essere, non è mai stata così alta. Le ultime aste insegnano. Anche se... la crisi dovesse avere le ripercussioni che tutti temono sull’economia reale, gli scenari che potrebbero configurarsi - anche nel mondo dell’arte - non sono prevedibilissimi. Anche ad Hong Kong la crisi attuale si ripercuote sulle vendite dei manufatti di arte cinese. In calo all'asta di Hong Kong i pezzi di ceramica imperiale cinese, quadri e pezzi di alta oreficeria. L'ammontare del ricavato dell'asta è di circa 140 milioni di dollari negli ultimi due anni, pari la metà dei ricavi preventivati.