Danilo Verticelli, nasce a Roma nel 1963 studi liceali laureato a Pisa in ingegneria edile - urbanistica nel 1991, si dedica all'architettura ed alla pittura, fin dai primi anni di professione abbracciando le nuove tematiche postmoderne sulla base delle ricerche filosofiche iniziate da Jacques Derrida, sulla decostruzione nella letteratura e nell'arte (pittura e architettura). Nello stesso tempo prosegue la propria ricerca basata sulle problematiche dell'interpretazione, sulla semiologia e sull'ermeneutica della visualità.
Da Babele Arte:
"Quella di Verticelli non è un arte che ha come scopo la ricerca l’acquirente, ma intende interrogare con forza la persona, l’essere umano che si sente parte di una società civile. E non si limita a risolvere la propria provocazione nella semplice evidenza iconografica, ma elabora un sistema espressivo complesso e articolato nei suoi equilibri segnici e cromatici. Questo sistema di “relazione” tra elementi formali, appartiene ad una sensibilità visuale assolutamente attuale, perfettamente dentro i linguaggi della ricerca artistica d’oggi. Per questa ragione pensiamo che la grande differenza qualitativa di questo modo di “fare arte” stia esattamente nella capacità di coniugare alla forma della modernità, un pensiero credibile e condivisibile sulla stessa modernità." (Antonio Zimarino)
«[...] è stato uno dei protagonisti del Decostruttivismo italiano degli anni '90. Il suo modo elegante di vivere si riflette nella sua pittura. L'eccellente tratto del disegno è su impianti intellettuali e arditi. Il colore è gentile ma caustico. Ad oggi, una delle speranze della Pop Art.» (Enzo Neri, 2005)
Per informazioni:
Danilo Verticelli Facebook
Post realizzato da myArtistic Blog Design Atelier creativo di Padova che oltre a gestire un blog d'Arte e Design realizza decorazioni su mobili antichi restaurati e crea pezzi innovativi con arte, design e tecnologie all'avanguardia. Contatti: www.myartistic.it info@myartistic.it
"Quella di Verticelli non è un arte che ha come scopo la ricerca l’acquirente, ma intende interrogare con forza la persona, l’essere umano che si sente parte di una società civile. E non si limita a risolvere la propria provocazione nella semplice evidenza iconografica, ma elabora un sistema espressivo complesso e articolato nei suoi equilibri segnici e cromatici. Questo sistema di “relazione” tra elementi formali, appartiene ad una sensibilità visuale assolutamente attuale, perfettamente dentro i linguaggi della ricerca artistica d’oggi. Per questa ragione pensiamo che la grande differenza qualitativa di questo modo di “fare arte” stia esattamente nella capacità di coniugare alla forma della modernità, un pensiero credibile e condivisibile sulla stessa modernità." (Antonio Zimarino)
«[...] è stato uno dei protagonisti del Decostruttivismo italiano degli anni '90. Il suo modo elegante di vivere si riflette nella sua pittura. L'eccellente tratto del disegno è su impianti intellettuali e arditi. Il colore è gentile ma caustico. Ad oggi, una delle speranze della Pop Art.» (Enzo Neri, 2005)
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