26.2.10

26.02.10 Absolut bottiglia artistica quando la creatività abbraccia l'icona...

ABSOLUT WALLPAPER LIMITED EDITION
QUANDO LA CREATIVITÀ ABBRACCIA L’ICONA

L'originale bottiglia di Absolut Vodka torna protagonista rivestendosi di arte e di creatività interamente Made in Italy. Grazie all'estro creativo del progetto di urban design lanciato al Salone del Mobile 2009, Absolut dà vita a Absolut Wallpaper 1 e Absolut Wallpaper 2, le nuove Limited Edition disponibili esclusivamente in Italia a partire da marzo 2010. Creata nel 1979 da Lars Olsson Smith ispirandosi ai classici flaconi svedesi da farmacia, la famosa bottiglia di Absolut è divenuta nel tempo un’icona di lifestyle ed è stata protagonista di campagne di comunicazione di grandissimo successo a livello mondiale. Oggi torna a stupire con due novità tutte italiane, un omaggio al progetto artistico Absolut Wallpaper, dove la creatività funge da catalizzatore per esaltare il contenuto e il sapore morbido e unico della vodka svedese. Ecco quindi che le visioni creative di artisti e designer italiani, che hanno rivestito di colori e fantasia il Muro alle Colonne di San Lorenzo a Milano, diventano oggi le nuove Limited Edition; esse sono infatti ispirate alle creatività di Alessandro Guerriero e Giò Pagani, che hanno animato il Wallpaper milanese nella primavera/estate 2009. Le nuove Absolut Wallpaper Limited Edition – Made In Italy, si preparano a diventare il nuovo ricercatissimo oggetto del desiderio per collezionisti, sintetizzando alla perfezione come l’opera d’arte si possa concretizzare nella celebre bottiglia. Ispirata alla filosofia IN AN ABSOLUT WORLD, la dimensione ideale dove ognuno è libero di esprimere la propria visione di un mondo più aspirazionale vibrante, Absolut Wallpaper è stata la prima “carta da parati urbana” - giunta alla sua quarta edizione con l’installazione Absolut YouWall inaugurata il 26 gennaio 2010 - con la quale la Premium Vodka di Pernod Ricard Italia ha ridisegnato gli spazi urbani delle città italiane per farli diventare opere artistiche grazie alla creatività di designer e artisti.

26.02.10 Davide Conti "Dieci" soluzione letto modulare in Ecomat


Davide Conti vincitore 2° concorso nazionale "BE-eco" con progetto "DIECI".
Esposizione dal 27 febbraio 2010 al 7 marzo 2010
47° Expò casa - Salone dell' arredamento e delle idee per abitare .
Torino, Lingotto fiere.

DIECI è una soluzione letto modulare progettata dal giovane designer Davide Conti. Realizzato in ECOMAT materiale riciclabile al 100% ottenuto dal riciclo della sansa esausta, residuo di lavorazione dell'olio di oliva, prodotto dalla ECOPLAN. Questo speciale progetto può contenere un minimo di 4 postazioni letto fino ad un massimo di 10, e il tutto occupa all'incirca lo spazio di un letto a castello. Può contenere inoltre cassettoni, librerie, scrivanie, sedie pieghevoli o altro. Si rivolge a chiunque abbia necessità di letti in poco spazio, quindi case di montagna, rifugi, monolocali ecc., può anche essere impiegato in centri d’ accoglienza, caserme o strutture per i più bisognosi, ad esempio per le popolazioni che vivono tragedie naturali quali terremoti, maremoti ecc. Inoltre, il modulo chiuso può essere facilmente spedito via mare, terra o cielo grazie all a sua struttura geometrica precisa, dando così la possibilità di ridurre costi superflui per il trasporto. Totalmente smontabile, si presta ad essere composto secondo le esigenze.




24.2.10

24.02.10 AltroSguardo design di Mattia Menegatti & Mara Melloncelli

pentaphon

AltroSguardo design è un progetto nato dalle menti creative di Mattia Menegatti e Mara Melloncelli, con la convinzione che la realtà e le cose che ci circondano non sempre sono ciò che sembrano, basta guardarle con occhi diversi, osservandole appunto con un altro sguardo. AltroSguardo design compie una personale ricerca e selezione per il recupero di oggetti apparentemente ormai inutili o inutilizzabili, secondo una vocazione poliedrica che proviene dai percorsi individuali dei suoi componenti: musica, teatro di ricerca, comunicazione, design e artigianato che si contaminano. Il lavoro consiste nel trasporre in realtà quello che l’istinto li suggerisce, cercando soluzioni pratiche a partire da una ri-concettualizzazione che supera la nozione di progresso nella sua accezione perpetuamente positiva. Il progresso non sempre è positivo e di sicuro non lo è per tutti. In questo senso hanno scelto di rifiutare il rifiuto, e quindi di ripensare-riutilizzare-riciclare i materiali e gli oggetti per farli entrare nelle case con una funzione da svolgere. L'intento è di creare oggetti utili, evitando la tendenza ad attribuire alle proprie creazioni significati e concetti astratti, sacrificandone spesso funzionalità e praticità. Promuovono quindi il recupero come atto di impegno verso uno stile di vita meno consumistico, teso alla sostenibilità concepita in senso olistico. Un contenitore globale in cui far interagire cultura, economia, politica. I loro prodotti non partono da un progetto predeterminato ma da quello che c’è, che si incontra lungo il percorso e da ciò che potrebbe diventare. Spesso è l’incontro di qualcosa di imprevisto mentre si cerca altro. Altre volte si tratta di un processo che definiscono “Design open source”. Un percorso creativo durante il quale un oggetto di design prodotto su scala industriale e destinato ad un utilizzo specifico viene trasformato in qualcos’altro con diversa funzione. Lavorano molto sull’immaginario, sulla percezione e sull’emozionalità. Si tratta, in questo senso, di un’ecologia della comunicazione e della mente. Vengono utilizzati materiali poveri, oggetti di scarto recuperati dalla strada, nei mercatini delle pulci o direttamente dalle persone che li buttano. Sono vecchi mobili, abiti e tessuti, oggetti e accessori che, attraverso un progetto di conversione, vengono trasformati, assemblati, riportati a diversa vita. Ne nascono singolari creazioni e complementi d’arredo, pezzi unici che acquistano nuova funzione. Il concetto è recuperare le storie, raccogliere ciò che si può far rivivere con particolare attenzione al passato, alla rielaborazione e al recupero. Il risultato è una collezione di oggetti spesso bizzarri, a metà strada fra arte e design. Pezzi unici che raccontano storie.

Rispondono all’intervista: Mattia Menegatti & Mara Melloncelli di AltroSguardo design

D- Cos'è per voi la creatività?
Partendo dal presupposto oggettivo che “non si inventa più niente di nuovo”, per noi creatività significa indagare le potenzialità di ogni oggetto, materiale o situazione. La creatività è un “esercizio” trasversale a tutta l’esistenza. Se l’essere umano non fosse stato creativo si sarebbe estinto. La vita stessa ci mette continuamente di fronte alla creatività come scelta necessaria per il cambiamento. Anche oggi, che si potrebbe pensare di essere al sicuro come società, sarebbe necessario un grande sforzo creativo collettivo per non andare incontro alla distruzione come stiamo invece facendo. Naturalmente la creatività può essere fine a se stessa o funzionale a piccoli o grandi progetti. Per noi è necessario avere un disegno, una cornice di coerenza nelle cose che facciamo, entro cui liberare la creatività. A volte questa può esprimersi con l’attribuzione di nuovo significati o nuove funzioni agli oggetti. Altre volte è un processo di “serendipità” che ci fa trovare qualcosa mentre cerchiamo tutt’altro. Allora la creatività è l’abilità di saper accogliere questo momento e sperimentarlo in un contesto specifico.

D- Come vedete l'evoluzione del design e della produzione di pezzi unici personalizzati?
Secondo il nostro punto di vista la tendenza a realizzare pezzi unici, sempre più personalizzati, è destinata a diventare espressione di una personalità individuale in cui può riconoscersi un’identità sociale collettiva. La circolazione dei saperi e delle informazioni, propria delle nostre società, genera sicuramente molte nuove possibilità anche solo rispetto a dieci anni fa. E’ naturale quindi che le idee si contaminino l’un l’altra molto velocemente, da un lato accrescendo le opportunità sociali, dall’altro indebolendo i legami, fondati sempre più sulla velocità d’interazione virtuale, più che su solide radici di conoscenza diretta. Ogni creativo, il designer come l’artista, cerca in questo contesto uno scopo personale, un senso nelle proprie creazioni. Cerca la propria identità fra le miriadi di altre identità. Il paradosso si viene a creare nel cercare di mantenere la propria identità e personalità, nel mare magnum di contaminazioni ed influenze che, a livello conscio e inconscio, subiamo nel processo creativo. Perciò è fondamentale individuare la cornice di coerenza entro cui lavorare. L’importanza di proporre qualcosa che non sia puramente estetico ma che stimoli l’intelligenza emotiva è per noi di primaria importanza. Nei nostri lavori l’accento è proprio sul legame tra il riconoscere una propria dimensione personale nel prodotto o nel progetto, legato al nostro vissuto/ tradizione e la memoria, o la premonizione, di una identità collettiva.

D- Il design è modellazione della forma?
Non solo e non necessariamente. Anzi, il design del futuro dovrà sempre più legarsi ai contenuti, ai messaggi che la forma vuole veicolare. Le tecnologie ormai sempre più alla portata di tutti tendono ad equiparare le competenze tecniche, da qui la necessità di idee nuove, diverse, che facciano emergere il concetto, e quindi la sostanza. Il termine “design” sta assumendo le più svariate (e a volte paradossali) connotazioni. Nuovi designer e nuovi progetti vengono presentati a decine ogni giorno. Ci fece sorridere un designer che abbiamo conosciuto qualche tempo fa il quale disse: “a Milano ormai sono tutti designer. Se provi a parlare con un salumiere sicuramente ti dirà che è un meat-designer”. Il termine è ormai inflazionato, rischia di essere un’etichetta modaiola svuotata di significato. Non vogliamo essere di quelli che si definiscono designer perché non saprebbero come altro chiamarsi.

D- Da cosa traete ispirazione per i vostri progetti?
Dalle contaminazioni “della strada”. A quello che vi accade. Alla gente che la percorre, che ci lavora. I nostri progetti hanno una matrice fatta di diversi elementi, frutto dei nostri percorsi esperienziali: musica, teatro di ricerca, comunicazione, design e artigianato. La nostra curiosità ci ha sempre spinto a cercare. Nello studio, nel lavoro, nelle passioni, negli ideali. Altrosguardo ha raccolto tutti questi input, li ha rielaborati e ha prodotto i progetti che stiamo facendo conoscere.

D- Quale designer vi ha più influenzato nel vostro stile?
Dovendo fare un nome, sicuramente Bruno Munari è uno dei nostri punti di riferimento. Un grande artista, un educatore intuitivo, un ottimo comunicatore dalla mentalità eclettica. Alcune sue frasi basterebbero a spiegare gran parte del nostro lavoro. (“Quando qualcuno dice: questo lo so fare anch'io, vuol dire che lo sa rifare altrimenti lo avrebbe già fatto prima.” Bruno Munari, Verbale scritto, 1992).

D- Che differenza c'è oggi per te tra arte e design?
Alla base di entrambi c’è la volontà o meglio la necessità di trasmettere emozioni attraverso la creatività. Fondamentalmente l’artista e il designer sono egocentrici nei confronti della propria sensibilità e perseguono gli stessi scopi su percorsi apparentemente diversi che inevitabilmente si intersecano. Tuttavia una differenza fondamentale, forse, sta nella funzione ultima dell’oggetto/progetto. Un’opera d’arte può anche non essere capita, un progetto o un prodotto di design che non viene compreso ha in parte fallito la sua missione. Un’opera d’arte può non essere funzionale e, allo stesso modo un progetto di design può non avere nulla di artistico anche se ovviamente è meno accattivante.

D- Si parla molto di Eco-design: un progetto realizzabile e coinvolgente o soltanto una moda a breve termine?
Ci piacerebbe che l’enorme potenzialità della dimensione ecologica del design venisse convogliata in produzioni concrete, e non solo in affascinanti prototipizzazioni destinate a riempire i saloni delle fiere. E’ anche vero che se non se ne parla è difficile cambiare le cose, e questo è il lato buono di questa moda. Eco-design, Design del riuso, Recupero… ultimamente sono parole che si sentono un po’ dappertutto. L’opinione pubblica viene finalmente messa di fronte alla insostenibilità delle nostre consuetudini di vita. Ma cosa si fa per cambiare le cose? Cosa fa l’industria del design e cosa fanno le Pubbliche Amministrazioni, le Università i Centri di Design per dare spazio a questi progetti?. Occorrono sinergie, occorrono investimenti. Convegni e congressi non cambieranno le cose. I designer indipendenti devono pagarsi le esposizioni se vogliono far conoscere i propri prototipi. Non lo troviamo giusto. I soldi destinati a pagare i relatori dei famosi convegni potrebbero essere usati per permettere a nuovi creativi di partecipare gratis a questi eventi. Oltre alle idee e al lavoro per realizzarle devono pagare anche per farle vedere. Il circolo virtuoso che bisognerebbe attivare per avere un impatto efficace sull’ambiente e sugli stili di vita in generale richiede uno sforzo immane da parte di tutto il sistema.

D- Il valore del mobile antico sta scomparendo, come può ritornare la cultura del restauro e del mantenimento di mobili e oggetti d'epoca, che portano con sé pezzi della nostra storia?
A nostro avviso non sta scomparendo il valore del mobile antico ma sta crescendo invece la tendenza ad essere succubi di una cultura del low cost che tende ad omogeneizzare gli stili dell’abitare e dell’arredare. Oggi le case dei giovani sono quasi tutte simili, arredate con prodotti di colossi, che propongono design democratico a prezzi bassissimi e scarsa qualità. I materiali come il legno e le tecniche costruttive artigianali utilizzati in passato, hanno invece una qualità notevole, per non parlare dei vantaggi in termini di sostenibilità ambientale. E’ anche vero che il mercato dell’antiquariato e del modernariato è andato alle stelle, e ben pochi giovani possono permettersi anche solo un pezzo nella propria casa. E’ un peccato, perché come nell’abbigliamento, si tende all’omologazione. Invece si dovrebbe rivalutare il mobile restaurato o recuperato, valorizzandone la funzione propria della tradizione. In un certo senso è lo specchio di una perdita di memoria storica sociale, oltre che del modo di agire consumistico globalizzante. Far arrivare alle persone il messaggio che acquistando un pezzo usato e rielaborato secondo gusti individuali la propria casa assume personalità ed è motivo di distinzione dalle mode e dall’omologazione industriale è un po’ la nostra filosofia. La crisi economica sta d’altra parte mettendo in risalto il valore dell’usato e del baratto. Ci piace pensare che questo periodo complesso, generi più sensibilità e apertura verso una cultura di consumo critico e più consapevole.

D- E infine parlateci dei vostri progetti ed eventi futuri...
Stiamo lavorando ad un progetto espositivo con una più definita matrice artistica. Speriamo di poterlo proporre entro l’anno. Stiamo al contempo approfondendo il progetto di design open source, di cui la collezione “Messa in luce” fa parte. Ci piacerebbe consolidare le sinergie con alcuni gruppi indipendenti che abbiamo conosciuto agli ultimi eventi cui abbiamo partecipato (Young Designer Home in Vie di Fuga di Vicenza e Onirica Festival di Verona). Forse la partecipazione a Fuori Salone di Milano, chissà…


Lo Staff myArtistic ringrazia per la disponibilità:

Altrosguardo design
Officina creativa
Tel. 338/9770775 (Mattia)
Mail: altrosguardo@lifegate.it
Myspace: http://www.myspace.com/altrosguardo
Facebook: altrosguardo design

23.2.10

23.02.10 La creatività di Felice Maino designer e restauratore.

Felice Maino nasce a Corato, dove si diploma presso l'Istituto Statale D’arte, è un esteta per natura ed ama tutto ciò che bello e artistico. Innumerevoli sono le sue esperienze lavorative e di studio, inizia dal restauro di mobili antichi, oggetti, quadri e pezzi provenienti da chiese vaticane: lavori in foglia oro e argento, affreschi settecenteschi e altre opere sacre (esposte nella cattedrale di Ruvo di Puglia). Lavora per quindici anni presso un grande antiquario della zona e dopo aver messo in pratica tutte le tecniche del restauro, spinto dalla sua passione ad imparare e sperimentare, si occupa di designer. Per tre anni lavora con un'azienda di arredamento occupandosi soprattutto della tappezzeria e dei tendaggi. Attualmente collabora con architetti e designer per lavori creativi e personalizzati, modernariato e restailing di pezzi usati. Si occupa inoltre di organizzare eventi, spettacoli, matrimoni, cerimonie ed allestimenti di piazze. Vorrebbe allargare i suoi contatti per far conoscere ai tanti il suo estro artistico e le sue capacità lavorative. (per info mail: felix732008@libero.it)

Ecco una piccola intervista per conoscere meglio questo artista:

D- Cos'è per te l'Arte?
L’arte per me è il bello che mi accarezza l’anima e mi fa sentire libero.

D- Come definiresti il rapporto tra arte e bellezza?
E’ difficile scindere le due cose anche se la cosa è soggettiva.

D- Come vedi l'evoluzione del design e della produzione di pezzi unici personalizzati?
Penso sia una nuova forma d’arte creare pezzi personalizzati, in un mondo dove tutto è uguale e scontato, riesci così a dare pregio e lustro agli ambienti in cui vivi con pezzi di designer pensati apposta per te.

D- Cos'è per te la creatività?
La creatività per me è esprimere ciò che di più bello hai nell’anima e trasformarla in arte; in mobili, oggetti, quadri e in tutto ciò che può essere materia.

D- Il design per te è modellazione della forma?
Certo e non solo.

D- Da cosa trai ispirazione per i tuoi progetti?
Come dicevo sopra per i miei progetti prendo l’ispirazione da tutto ciò che mi circonda, la luce, un colore, una foto ecc...

D- Quale designer ti ha più influenzato nel tuo stile?
Francamente da nessuno, realizzo i miei progetti servendomi solo della mia creatività anche se apprezzo molto il lavoro degli altri.

D- Che differenza c'è oggi per te tra arte e design?
Penso non ci sia una sostanziale differenza, il design è comunque una nuova forma d’arte.

D- Il valore del mobile antico sta scomparendo, come può ritornare la cultura del restauro e del mantenimento di mobili e oggetti d'epoca, che portano con sé pezzi della nostra storia?
Questa cosa mi rammarica, perché io nasco come restauratore, spero sia solo un momento di declino. Tutto ciò che siamo viene dal passato influenzando ogni forma d’arte di oggi.

D- E infine parlaci dei tuoi progetti ed eventi futuri...
Sto lavorando a nuove tecniche e vernici per rendere ancora più personalizzati i pezzi che realizzo.

15.2.10

15.02.10 Alexander Wolff Visualizzazione Federico Bianchi Contemporary Art

Inaugurazione 25 Febbraio 2010 ore 18.30
25 Febbraio – 24 Aprile 2010

"Il teatrino puppett può essere uno dei luoghi dell'Idea, del particolare pittorico che si manifesta come forma di immagine sensibile. E' la rappresentazione di un istante che si traduce in un modo di usare la pittura, in un’ idea formale che dà al particolare una possibilità di tradursi, in quanto arte, in universale. Visualizzazione sta quindi per manifestazione dell'utilizzo della pittura. Dal dettaglio architettonico (il fregio di un palazzo), pittorico (una prospettiva), sonoro (un accordo) nasce l'elemento formale – strutturale chiave. E' l'intuizione da cui deriva la possibilità di rappresentare nella musica la melodia, nell'arte il canone, nell'attualità la dimensione della nostra vita, in una fusione di tutti i tempi e di tutti gli spazi. Tutto si riconduce a un’ idea che può essere materiale e particolare solo nel tempo della visualizzazione per poi assurgere a modello ideale. L'intenzione dell'artista si tramuta così in intuizione della pittura, che assume in quanto arte, sotto forma di immagine sensibile, la sostanza e la totalità. La prospettiva dello spettatore è guidata da forme e colori che catturano per esempio la struttura del dipinto sul tessuto dalla bandiera di una manifestazione studentesca, l'ornamento del reticolo in ferro da una finestra di Milano oppure il passaggio dal bianco candido allo sporco della neve nelle strade. Le opere fungono da sintesi ed analisi al tempo stesso per l’ immaginazione dello spettatore, dove l’artista utilizza materiali diversi (dalla pittura alla polvere delle strade) per dilatare la percezione e dare un valore estetico e puro al particolare. Visualizzazione diviene così un’ epifania, la possibilità per chi guarda di cogliere nel particolare la dimensione dell'universale." Federico Bianchi

10.2.10

10.02.10 Video Performance Live street artist Ozmo Absolut YouWall 2.0



Video della Live Performance di Ozmo per il progetto Absolut YouWall 2.0, la prima User Generated Wallpaper firmata Absolut evento di cui abbiamo parlato nel precedente post.

8.2.10

8.02.10 Console porta tv New Barocco design myArtistic


CONSOLE "NEW BAROCCO"

"New Barocco" myArtistic è una console barocco originale restaurata ed intagliata. Dorata nella parte inferiore e con piano superiore laccato bianco, con piano in vetro color nero. Ideale come porta tv per un salotto dalle dolci atmosfere moderne con richiami allo stile barocco.

Original restored Baroque console, painted hand.
Misure: H 83 L 190 P 100

SCHEDA PRODOTTO

Per informazioni info@myartistic.it


6.2.10

6.02.10 L'arte e la pirografia di Cristina Pesavento

Pirografia eseguita sul coperchio di una cassapanca

Intervista a Cristina Pesavento artista appassionata di pirografia:

D- Cos'è per te l'Arte?

L’arte è universale, parte dell’anima che si trasforma in sensazioni captabili con uno qualsiasi dei cinque sensi. E’ qualcosa di profondo, che si manifesta in un'espressione di sublime sentimento quando viene espressa: si trova quindi in ognuno di noi, basta saperla trovare e riconoscere.

D- Che stili e movimenti artistici ti hanno più influenzato nel tuo percorso evolutivo?

Sicuramente il mio studio artistico-liceale ha potuto farmi crescere e migliorare, apprendendo nei miei primi anni diversi stili come il puntinismo, l’arte figurativa, oltre a diverse tecniche di composizione pittorica e non, che mi hanno permesso di sperimentare più avanti il “Cercle e carrè” fra le opere di Kandinsky e Mondrian. Scegliendo l’indirizzo architettonico mi sono avvicinata con interesse alle opere di Le Corbuisier, Frank Lloyd Wright, nonché alle più recenti di Renzo Piano, Santiago Calatrava Valls e Tadao Ando. Da sempre amante dell’impressionismo e delle figure classiche, ho iniziato con l’olio su tela, acquerelli e carboncino per poi passare alla pirografia. Da quel momento la mia matita e il mio carboncino si sono trasformati in uno strumento il cui fascino e devozione mi hanno portata ad amare le piccole bruciature che si possono realizzare nel legno dando vita ad opere particolari: le calde “sfumature sanguigne” mi ricordano vecchie immagini tinta seppia e con nostalgia mi riportano al passato…

D- Come definiresti il rapporto tra arte e bellezza?

La bellezza è Arte, e l'Arte è bellezza, in diretto rapporto d’unione: una simbiosi, un tutt’uno! Aggiungerei che l’Arte è la bellezza dell'espressione anche se a volte produce bruttezza estetica ma che, creata con Amore diventa Arte e quindi bello, diventando spesso addirittura “originale”, perché unica nel suo genere!

D- Come vedi l'evoluzione dell'arte contemporanea e dell'artigianato handmade?

Le potenzialità per crescere ci sono tutte. Nella fattispecie gli oggetti dell'artigianato handmade sono vere “opere d’arte” artigianali : pezzi unici di pregevole fattura e qualità perché creati con maestria, creatività e gusto da persone capaci di offrire un servizio in più al cliente quale la personalizzazione del manufatto che lo rende unico nel suo genere! Credo sempre più che l’acquirente si avvicinerà a questi prodotti spinto più dal gusto artistico piuttosto che commerciale.

D- Che differenza c'è tra arte e artigianato?

A dire il vero, per quanto già detto in precedenza, per come la concepisco io non c’è molta differenza fra le due.
D- Cos'è per te la creatività?

A mio avviso la creatività è sinonimo di divertimento e capacità di vedere le cose in maniera sempre diversa. E’ quella scintilla che mi spinge anche quando sono stanca alla sera a iniziare qualcosa di nuovo. Irrazionalità inspiegabile: cominciare senza finire, partire senza arrivare, spaziare per ritornare al punto di partenza, è un treno in corsa sui binari della fantasia!

D- E infine parlaci dei tuoi progetti ed eventi futuri...

Sono sempre in fermento e in prima linea su ogni fronte! Ho da poco finito la fiera di Natale a Cison di Valmarino riscuotendo notevole interesse. Entro questo mese ho qualche commissione pirografica da realizzare: su 80 taglieri e su scatole di varie misure e forme tornite a mano in legno di faggio. Subito dopo inizierò un’incisione a fuoco su ante di una cucina destinata alla Russia. Come sempre continuerò la mia collaborazione esterna di arredatrice e designer. Mi sto preparando per le nuove mostre di artigianato e pittura di primavera. Se avrò tempo e modo, penso di partecipare in agosto a Cison di Valmarino ad “Artigianatovivo 2010”. Nel 2009 ci sono stati ben 250.000 visitatori: purtroppo avevo disdetto la mia presenza per problemi famigliari sopraggiunti all’ultimo momento. Ho da poco ripreso a scrivere: porterò avanti la mia sesta antologia poetica. Eppoi chissà, quotidianamente nascono in me nuove idee e progetti perché come disse Rossella O'Hara “domani è un altro giorno”…

Quadro olio su tela

5.2.10

5.02.10 Sebastian Brajkovic sedie barocche allungate deformate

Il designer Sebastian Brajkovic ha realizzato delle particolare sedute, progettate quasi per gioco con Photoshop. Pezzi tagliati di sedie antiche vengono assemblati aggiungendo pezzi nuovi, così da creare delle sedute allungate, espressione di contemporaneità estrema, manipolazione della percezione che rende sempre più labile il confine tra il virtuale e la realtà...


Fonte: arredamento;

3.2.10

3.02.10 eBARRITO negozio organico realizzato in cartone

eBARRITO: IL NEGOZIO DI ACCESSORI IN PELLE DAL CUORE GREEN

design: FRANCESCA SIGNORI
location: CREMONA, NOVARA, REGGIO EMILIA

eBARRITO è un nuovo brand di borse e accessori in pelle tutto all'insegna del "green thinking". Interamente realizzati in cartone lavorato, inciso e fustellato, i negozi eBARRITO si compongono di pareti modulari in cartone accoppiato, una scaffalatura con effetto ad onda ottenuta da tubolari assemblati tra di loro e lampadari modulari che ricordano gabbiette per gli uccelli. Uno stile fresco, etico e dal forte impatto visivo che la designer Francesca Signori ha studiato per il brand milanese. eBARRITO è una carica di ottimismo, è un nuovo approccio etico, è un mondo fatto di percezioni e sensazioni. E' un nuovo brand italiano specializzato in borse ed accessori in pelle con qualità 100% italiana, che coniuga la ricerca di uno stile originale, la più pura eccellenza qualitativa dell'artigianalità fiorentina e la massima qualità per prodotti e dettagli.

Sedia a dondolo Thonet customizzata

Sedia originale Thonet restaurata e lucidata a gommalacca

Come reinterpretare una sedia a dondolo Thonet in paglia di Vienna. Per un arredamento elegante e raffinato si può imbottire la seduta e lo schienale rivestendoli con della pelle con bottoni a vista a scopo puramente decorativo. Mentre per un arredamento moderno e particolare si può imbottire la seduta e lo schienale rivestendoli con della stoffa con decorazioni design moderne o tinta unita. L'Atelier myArtistic realizza restauri e personalizzazioni di tappezzeria o decorazione su richiesta del cliente.

Per informazioni:
www.myartistic.it
info@myartistic.it
Tel. 0498097317

Sedia a dondolo restaurata e personalizzata su richiesta della Signora Piera di Milano, per arredare la cameretta del suo nuovo nipotino. Restaurata con tinta legno in ciliegio, lucidatura a gommalacca e tappezzeria nuova tinta unita color rosa salmone.
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Sedia a dondolo restaurata e lucidata a gommalacca con tappezzeria nuova in similpelle marrone chiaro e bottoni a vista a scopo decorativo.
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Sedia a dondolo restaurata con tappezzeria design fonte Design*Sponge
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Post realizzato da myArtistic Blog Design Atelier creativo di Padova che oltre a gestire un blog d'Arte e Design realizza decorazioni su mobili antichi restaurati e crea pezzi innovativi con arte, design e tecnologie all'avanguardia. Contatti: www.myartistic.it info@myartistic.it

2.2.10

2.02.10 Dima design decorazioni d'interni


Dima design è un'azienda che progetta decorazioni d'interni ed esterni, realizzando mobili e complementi d'arredo davvero particolari. Tutti i loro prodotti sono edizioni a tiratura limitata o numerata studiati da un laboratorio di ricerca e progettazione che si avvale della collaborazione di artigiani, designer e artisti. Promuovono anche iniziative ed eventi di arte e design in sinergia con la loro galleria d'arte contemporanea Magenta 52. La loro filosofia è di considerare il binomio arte-design come luogo di sperimentazione, come laboratorio del possibile, dove attraverso la sua pratica si possano trovare nuove strade da percorrere, nuove chiavi per leggere l’esistente, per aiutare l’ascolto, alla capacità di “vedere”.



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