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7.9.12

IDES LONDON DESIGN FESTIVAL CON DESIGN OLYMPICS


IDES AL LONDON DESIGN FESTIVAL CON DESIGN OLYMPICS 
Dal 20 al 23 settembre 2012 IDES, Contemporary Italian Design Showcase, torna al London Design Festival presso TENT London con un progetto tutto nuovo “Design Olympics” 

ll festival internazionale più atteso di Europa, nel cuore della cosmopolita Londra, ospiterà IDES - Contemporary Italian Design Showcase, il progetto multicreativo giunto quest’anno alla Terza Edizione, con una nuova sfida, tutta italiana. 

DESIGN OLYMPICS The Challenge for Italian Design, è il progetto che quest’anno è dedicato a tutte le aziende e professionisti del mondo del Design italiano che hanno accettato la sfida di confrontarsi con il resto del mondo e trarne la meritata ricompensa proprio là, nella capitale delle Olimpiadi 2012.

Un focus particolare sarà dedicato al progetto ART.CO Artigianato Contemporaneo, già protagonista di Florence Design Week 2012, in collaborazione con CNA Firenze e Camera di Commercio di Firenze. Una riflessione espositiva tra artigianato contemporaneo fiorentino, design e arte che valorizza la contemporaneità di un’intramontabile qualità artigianale fiorentina, in continuo rinnovamento. Girogiò, presente a Londra con i suoi tavolini rotanti, è una di queste realtà che esemplifica la produzione di design di oggetti unici, in materiali naturali decorati con tecniche tipiche dell’artigianato artistico. 


Uno stand, quello di Design Olympics, che non passerà certo inosservato: dalle produzioni moderne e talvolta astratte di Layla Mehdi Pour che non rinuncia, torinese di origine iraniana, alle suggestioni del suo paese nativo, all’ingegno tecnico di Pierlidia Ruggeri, che letteralmente “piega” il legno alla sua stilistica volontà, dando vita a “ricciolose” lampade e non solo. 


Un vivo attacco colorato è quello che Roberta Ciusa fa al mondo della comunicazione convenzionale con la sua sedia “Parassita”, immediatamente riconoscibile; poi, basta sedersi su una seduta di Silvia Zacchello per entrare in contatto telefonico con i protagonisti dei fumetti e della Pop art, che con le grafiche vintage ispirano le sue produzioni. 



Nuts design ci propone infine un assaggio delle produzioni dei suoi clienti, direttamente ordinabili on-line. Ulteriori approfondimenti e prodotti potranno essere trovati all’interno della terza edizione della Guida Al Design Made in Italy, tascabile, distribuita presso Tent London e presso Victoria &Albert Museum, hub proncipale di London Design Festival. Completerà l’azione di IDES, dopo il festival, il portale e-commerce in fase Beta www.guidadesign.com, l’esclusivo design export on line, in tutto il mondo. Vi aspettiamo, presso tent London, in Old Truman Brewery, presso lo stand E28 in T2 Hall. 

Per informazioni:



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Atelier creativo di Padova che oltre a gestire un blog d'Arte e Design realizza decorazioni su mobili antichi restaurati e crea pezzi innovativi con arte, design e tecnologie all'avanguardia.
23.4.12

Reinterpretare la professione dell’artigiano


LA TECNOLOGIA DI GIGASET INCONTRA IL DESIGN E L’ARTIGIANATO.

- Quale è il nuovo ruolo sociale ed economico che potrebbe avere l'artigianato italiano e l'impresa artigiana rispetto al Made in Italy?
- Come reinterpretare la professione dell’artigiano?
- Il modello dell’autoproduzione dei progetti è la nuova chiave?

Gigaset Communications, leader di mercato nella telefonia in Europa, ha sostenuto “Milano is Calling: i nuovi dialoghi tra designer e artigiani” nel corso di un incontro che si è tenuto presso lo showroom di Skitsch a Milano a ridosso dell’edizione 2012 del Salone Internazionale del Mobile. Organizzato da Design Circle, il circuito di conferenze informali curato da Patrizia Coggiola, ha l’obiettivo di far dialogare in modalità aperta e trasversale le diverse figure che compongono lo scenario del design contemporaneo. A scambiarsi opinioni sul tema sono stati nomi di prestigio come i designer Francesco FaccinGiulio IacchettiLorenzo LongoChiara MoreschiAndrea RadiceHarry ThalerStefano Maffei, professore del Politecnico di Milano, curatore e ideatore della galleria milanese Subalterno1; Mario Sampietro di Sampietro 1927; Kuno Prey, Preside della Facoltà di Design & Arti della Libera Università di Bolzano.

  “Abbiamo aderito con piacere e curiosità a Design Circle. Con la curiosità di un’azienda che desidera ascoltare i dialoghi sul design e sull’artigianato. Gigaset pone molta attenzione allo sviluppo del prodotto, produciamo in Europa,  in Germania, in quella che è stata definita la ‘Fabbrica Verde’. L’attenzione ai materiali, alla qualità e al rispetto dell’ambiente sono sicuramente i valori in cui crediamo e nei confronti dei quali ci  sentiamo degli “ artigiani” delle telecomunicazioni”, ha dichiarato Carlo Denti, Direttore Marketing di Gigaset.

Il dibattito è entrato immediatamente nel concreto delle esperienze ed esigenze manifestate da chi il settore lo costruisce e lo vive professionalmente. È apparso immediato un nuovo ruolo sociale ed economico che potrebbe avere l'artigianato italiano e l'impresa artigiana rispetto al Made in Italy. L'artigiano, da persona che trasforma a mano i materiali, ora inizia a capire che integrando un buon disegno, un buon progetto, nuove tecnologie, può raggiungere nuovi target e trovare nuovi sbocchi di vendita. Un discorso estremamente attuale, che potrebbe rappresentare una risorsa per il tessuto produttivo italiano, tanto a Nord che a Sud della penisola italiana. Esempi, infatti, sono stati portati sia da Kuno Prey ed  Harry Thaler, quest’ultimo in collegamento skype da Londra, che hanno illustrato il successo dell'esperienza Pur Manifaktur: un brand di produzioni artigiane a km 0 nato due anni fa nei dintorni di Merano e che conosce uno straordinario successo distributivo, in loco, grazie alla presenza di un vivace afflusso di turisti capace di apprezzare nuovi oggetti tradizionali disegnati con un pensiero di design. Un brand creato e prodotto a km 0, con materiali e mano d’opera locale, e soprattutto venduto con successo nel raggio di poche decine di chilometri attorno a Merano. Design a km 0 dunque, proprio su modello del settore alimentare. Un altro esempio interessante è la Pimar, impresa di trasformazione della pietra salentina, tradizionalmente dedita a grandi commesse architettoniche internazionali. Da quanto è emerso dall’incontro, le motivazioni economiche di questo fenomeno sono da rintracciarsi nel tentativo di contrastare una congiuntura che riduce le prospettive e la dinamicità del mercato, sia per i designer che per gli artigiani o le aziende che trasformano materiali locali. Ognuna di queste figure è alla ricerca di soluzioni che possano rappresentare una nuova opportunità di interpretare la propria professione. Indubbiamente la componente che con urgenza esige delle definizioni è quella distributiva. Perchè finora questo fenomeno sta dimostrando quanto vivace possa essere la creazione, la produzione e la confezione di nuovi prodotti di design artigiano. Parlare di riscoperta dell’artigianato da parte di aziende e designer  in realtà non è il vero modo per rappresentare questo fenomeno, che è sempre stato presente nella storia economica italiana, come ha precisato Giulio Iacchetti. Ció che è nuovo, è l'opportunità colta da sempre più designer di autoprodursi progetti personali e quindi di divenire imprenditori e produttori di se stessi: un dato importante è, infatti, il numero sempre più consistente di designer che utilizzano gli artigiani come fossero mini-produttori.  L’incontro tra design e artigianato si manifesta da sempre e a qualsiasi livello nel tessuto produttivo italiano, perché la capacità di sviluppare produzioni di alta qualità formale è sempre stata una delle peculiarità delle aziende di design italiane. Quindi storicamente non è una novità assoluta, almeno per l‘Italia. La ragione per cui in questo periodo si parla di nuovo dialogo tra designer e produzioni manuali risiede nel fatto che la diversificazione del fenomeno sotto molti punti di vista sta portando a una lenta e sempre maggiore spinta dal basso. Questo avviene essenzialmente su due binari, da una parte i designer si autoproducono e dall‘altra le aziende artigiane si orientano ad una produzione meno in stile e più contemporanea. Partendo dallo stimolo penalizzante della crisi e della sempre maggiore assenza di aziende in grado di investire in nuovi progetti, i designer decidono di investire su se stessi, cercando i produttori spesso artigiani che possano trasformare i loro prototipi ed idee in prodotti concreti, gia pronti per il mercato. Queste autoproduzioni hanno ancora difficoltà a rappresentare dei modelli Economici sostenibili, ma il segnale di autodeterminazione è forte e vivificante. Mettendo in dialogo artigianato e design, può essere possibile trovare una nuova definizione di un modello di business, e soprattutto di distribuzione, di vendita e di comunicazione. Perchè sia nel design, che nell'artigianato il vero nodo da sciogliere è quello di trovare modelli distributivi nuovi, validi ed efficaci, soprattutto che sappiano sfruttare le nuove piazze virtuali e social, piuttosto che ambire a creare prodotti per essere esposti nelle vetrine dei concept store nel mondo.

Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito: www.gigaset.com



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10.3.12

Lampadario design moderno vetro murano lattimo bianco rosso


Lampadario 6 luci in vetro di murano lattimo bianco e trasparente rosso design moderno. Il valore delle lavorazioni muranesi del vetro è conosciuto in tutto il mondo, questo grazie all'esperienza dei maestri e dei loro laboratori artistici. Il laboratorio artigianale del maestro vetraio muranese veneziano è specializzato nella realizzazione di vetri artistici. Tutti i pezzi sono lavorati esclusivamente a mano utilizzando tecniche che vengono dalle tradizioni più antiche dell'arte del vetro muranese. Per varietà e dimensione degli oggetti realizzati si integrano in qualsiasi luogo, donando un tocco di stile ad ogni tipo d'arredamento. Oltre agli autentici capolavori di manualità artigianale, grazie anche alle sapienti intuizioni e capacità artistiche del maestro.

Codice: LA92
Misure cm: H 80 Diam. 72

Per informazioni:
www.artistic.it
info@artistic.it





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14.4.11

Cintura colorata personalizzabile Tie-ups


Tie-ups è la prima cintura interamente realizzata in plastiche pregiate e riciclabili. Dal design versatile e inconfondibile, è un prodotto made in Italy unico nel suo genere. Tie-ups è personalizzabile utilizzando la vasta gamma di colori e fantasie disponibili. I prodotti creati dagli utenti grazie al configuratore disponibile sul website tie-ups.com possono essere acquistati nell' esclusivo e-store del brand.

Per informazioni:
www.tie-ups.com




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30.9.10

Design Made in Italy conquista l'Europa


Made in Italy, da sempre sinonimo di pregio e valore,  si  trova a confrontarsi con la produzione industriale di massa (vedi es. quella cinese). Ma l'Italia che porta con sè la cultura e la storia di uno dei migliori artigianati del mondo, sta lottando per promuovere il proprio pregio. L'idee italiane sono sempre all'avanguardia, ma spesso non trovano lo sbocco per avere successo. Made in Italy però non deve essere solo mente e progetto, ma anche produzione e lavoro locale. Il designer deve educare trasformandosi in Artigiano-Designer...
Un esempio della nostra importanza è il grande ottenuto al London Design Festival. Ha raccolto infatti numerosi estimatori l’unico stand italiano presente dal 23 al 26 settembre al Tent London, lo spazio maggiormente innovativo, e dunque il più creativo ed artistico, presente all’interno del programma del London Design Festival. Una manifestazione che rappresenta uno dei più importanti avvenimenti di design che si svolgono in Europa e nel Mondo. I-DES Contemporary Italian Design Showcase, questo il nome dello stand totalmente Made in Italy, è un progetto internazionale promosso dagli stessi ideatori del Florence Design Week, il Festival del Design che si svolge ogni anno a Firenze, con l’obiettivo di dare visibilità a giovani professionisti italiani, tanto snobbati nel nostro Paese quanto apprezzati all’estero. Lo scopo pare essere riuscito a pieno se è vero che il progetto I-DES ha partecipato all’evento in qualità di partner ufficiale e lo staff della fiera ha accolto i rappresentati del progetto con numerosi complimenti per le opere esposte. Una prima volta, quella di una rappresentanza italiana al Tent London, che ha ottenuto anche l’obiettivo di rivitalizzare un Made in Italy da sempre fiore all’occhiello della produzione del Belpaese, motore di un’economia che a piccoli passi sta ricominciando a girare. I designers selezionati dalla segreteria organizzativa del Florence Design Week, provenienti da più parti d’Italia, sono stati scelti seguendo un concept artistico che ha dato vita ad uno stand che, partendo dall’interior e dal fashion design, giungeva ad abbracciare soluzioni architettoniche per l’esterno, permettendo al visitatore di entrare dentro ad un percorso costruito secondo un criterio logico adeguato. Ecco, allora, i “prescelti”, coloro che hanno rappresentato al meglio le qualità del design italiano: Althea Amarante, Sedicilab, B+P Architetti, SpigoliViVi, DNA – Design Non Autorizzato, Glue Design, ONarch, Studio M30, Serena Fanara, LabO’, Paula – Designers 4 Necessity, Scuola Italiana di Design di Padova, Luca Sebis e Raffaele Famè, Caterina Amarante Pavan, Costanza Savio, Clet Abraham, Stefano Alinari, Pumpowsky. Conclusa la manifestazione britannica, lo staff del Florence Design Week è pronto a rinnovare l’impegno artistico della settimana del design a Firenze, una delle capitali dell’arte che da poco a riscoperto il gusto della contemporaneità. A partire dagli inizi di novembre uscirà, dunque, il bando di partecipazione per il Florence Design Week, che si terrà nel capoluogo toscano dal 23 al 28 maggio 2011.

www.florencedesignweek.com



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Contatti:  www.myartistic.it   info@myartistic.it
28.9.10

Gioielli in marmo DiaMarble da scarto a gioello...


Eco design, recupero, riutilizzo... sono parole molto diffuse nel mondo del design, soprattutto in questi ultimi anni. Marco Azzolini è un giovane designer che attraverso la tesi di Laurea magistrale in design,  legata al marmo della zona di Carrara e zone limitrofe, ha avuto l'idea di creare un vero e proprio marchio, recuperando scarti di marmo e trasformandoli in gioielli. Attraverso la grande esperienza dei marmolini della zona, la roccia diventa gioiello, non a caso ha scelto il nome DiaMarble (diamond marble, diamanti di marmo) in quanto come il diamante da un pezzo grezzo ed opaco, attraverso il taglio e la maestria della tecnica umana diventa un diamante di inestimabile valore, lo stesso i gioielli diamarble, da pezzi considerati solo "scarto" attraverso taglio e lucidatura diventano pezzi unici di natura e delle vere e proprie opere d'arte da indossare. Un vero e proprio progetto etico e sociale, mirato a restituire il giusto valore e pregio ad un punto di forza del made in italy: il Marmo. DiaMarble si rivolge ad una clientela non comune, amante dei dettagli silenziosi, non ostentati, dei prodotti esclusivi e ricercati, raffinati ed eleganti, con un'attenzione particolare all'ambiente in cui si muove e vive.

Per informazioni:
www.diamarble.com



Marco Azzolini

Nato a Sarzana nel '86, fin da piccolo è affascinato dal disegno, il foglio bianco offriva una libertà quasi inebriante senza limiti, a parte quelli tecnici di rappresentazione; allora intraprende un percorso che lo porterà ad affinare dapprima il disegno tecnico con le scuole superiori per geometri e successivamente attraverso gli studi di disegno industriale a Firenze affina le proprie capacità conoscendo nuovi modi di rappresentare idee. L'università lo porta a conoscere l'aspetto materico delle cose, i processi produttivi e gli scenari tecnologici del design e una volta laureato alla Triennale prosegue gli studi con la specializzazione in design sempre a Firenze dove conosce l'aspetto etico e la responsabilità del designer nella società. Collabora con designer e studi di Firenze e successivamente a La Spezia dove segue l'immagine grafica del progetto Street food Mobile™, una volta finiti gli studi intraprende un progetto legato al suo territorio, il marmo, limitare il suo eccessivo consumo e "svendita a peso" verso i paesi asiatici creando una linea di gioielli: Diamarble, creati dai detriti delle cave o dai pezzi rotti durante le lavorazioni, marmo considerato "scarto" ma che in realtà non lo è affatto. La visione di Marco Azzolini e prendere queste pietre grezze come diamanti non lavorati e attraverso il taglio, la lucidatura e le eccellenze artigiane del luogo trasformarli in gioielli.

Continua così con Marco Azzolini la serie d'interviste a designer ed artisti legate alla creatività:


- Cos'è per te Marco la creatività?
La creatività è per me un vedere oltre la semplice materia, immaginare nuovi scenari, nuovi comportamenti o semplicemente un riscoprire quello che già abbiamo, ma che non riusciamo a vedere. Spesso ci accorgiamo troppo tardi delle fortune che ci circondano, ed è un vero peccato.

- Come vedi l'evoluzione del design e della produzione di pezzi unici sempre più personalizzati?
La figura del designer si sta evolvendo in qualcosa di molto simile a quello che una volta era l'artista del rinascimento, che sperimentava, realizzando da solo prototipi e tecniche, che puntava più alla qualità dei progetti che alle mode. Questa evoluzione ha fatto conoscere ed apprezzare la qualità degli oggetti, il loro significato e il messaggio di ciò che trasmettono in quanto una persona può riconoscersi in ciò che indossa, che compra e negli oggetti che la circondano.


- Il design è modellazione della forma?
La forma è sicuramente importante negli oggetti, siamo attirati da quello che ci piace e un oggetto bello è sicuramente molto più gradevole di uno brutto... ma la sola forma non basta, il designer deve progettare anche per dare emozioni, coinvolgere e soprattutto per dare un messaggio. Come un padre che educa il figlio a ciò che è giusto o sbagliato il designer deve indicare una strada, comunicare ed insegnare una morale. Purtroppo le grandi aziende ci hanno educato ad essere dei consumatori ossessivi, sconsiderati e dipendenti dagli oggetti. La logica del consumismo ci ha abituati ad avere tutto e subito, a guardare il prodotto nella sua immagine finale senza conoscere da dove viene, come è lavorato o da chi lo lavora. Questi aspetti sono importanti, io credo fortemente che ogni designer debba sempre cercare di progettare per lasciare un segno positivo nel mondo, educando le persone a non essere "consumatori" ma bensì "proprietari" dei prodotti.

- Da cosa trai ispirazione per i tuoi progetti?
Quando progetto mi immagino sempre il come, il dove verrà utilizzato il prodotto, cosa comunica e soprattutto quale bisogno soddisfa. Le ispirazioni le trovo in tutto quello che mi circonda, i profumi, le immagini, il territorio, le persone, le emozioni, le situazioni, la cultura e l'esperienza mi contaminano e passano attraverso la mia esperienza di designer e come un filtro cerco di tradurre questi input traducendoli in un prodotto finito.

- Quale designer ti ha più influenzato?
Durante la mia formazione universitaria ho avuto il modo di conoscere ed apprezzare grandi designer come Ettore Sottsass, Achille Castiglioni o Munari, mi ha sempre affascinato come i loro prodotti anche se industrializzati in serie sono rimasti senza tempo e ognuno originale anche se copia. La grande bravura di questi Architetti è stata sicuramente quella di dare un "alito di vita" ai loro prodotti, una sensazione di originalità anche nel prodotto industriale. Sicuramente erano altri tempi, dove l'industria credeva nella ricerca e sviluppo, dove l'orgoglio dei marchi era visibile nella qualità e non nel costo. I tempi sono cambiati e quelli che secondo me rappresentano di più il designer moderno, e che prendo come esempio sono persone come Paolo Ulian, Matteo Ragni, Giulio Iacchetti o Edoardo Fioravanti, designer moderni che condividono idee, sperimentano e attraverso i loro prodotti insegnano una morale.


- Che differenza c'è oggi per te tra arte e design?
Secondo me molte persone ancora oggi, confondono l'artista con il designer e viceversa. Probabilmente perché spesso i loro lavori sono molto simili, ma anche se simili sono due figure nettamente opposte. L'artista soddisfa sempre un proprio bisogno, che può essere quello di comunicare o esprimere un proprio sentimento ma in maniera molto soggettiva ed egocentrica. Il designer, anche se spesso opera negli stessi campi dell'arte, è spinto sempre nel risolvere un bisogno personale, ma che con un effetto a cascata, soddisfa quello di tutti, la sua opera è mirata a risolvere un problema, a colmare un vuoto. Il progetto inteso a 360° è sempre teso ad essere la soluzione ad un bisogno.

- Eco-design... una moda passeggera o un progetto evolutivo su cui si baserà il design futuro?
Spero tanto che i designer possano educare le persone ad un rispetto dei materiali delle cose e delle persone. Ogni cosa deve essere realizzata per uno scopo, uno di questi è preservare le risorse del territorio, conservare alle generazioni future un ambiente non rovinato da cattive scelte, ma inalterato se non migliore di quello di oggi. Io credo che sia questo il modo di progettare da adottare oggi e domani, non importa che venga chiamato eco-design, design sostenibile, green design questi sono solo nomi che rischiano di diventare moda.

- E infine parlaci dei tuoi progetti ed eventi futuri...
Prossimamente presenterò il progetto diamarble al festival della creatività 2010 che si terrà dal 21 al 24 ottobre a Firenze, un evento a cui sono molto legato e che seguo ogni anno… spero tanto di poter esportare questa idea anche all'Estero per ridare di nuovo spinta e valore ad un territorio assopito dalla gloria passata, e ridare sviluppo al lavoro dei marmolini di Carrara, esperienza maturata da generazione in generazione, affinata nel tempo e da sempre considerata un'eccellenza artigiana simbolo massimo del made in italy.

Lo Staff myArtistic ringrazia Marco Azzolini per la disponibilità.



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31.3.10

31.03.10 Arte e Design per celebrare 40 anni di Anfibio di Giovannetti


Milano, aprile 2010 - Giovannetti, azienda leader nel settore del design e arredamento, si presenta in grande stile all’edizione di quest’anno della design week milanese con un evento celebrativo, all’Accademia delle Belle Arti di Brera dal 14 al 19 Aprile, per festeggiare 40 anni di Anfibio, uno dei prodotti più conosciuti e longevi della sua collezione. Già simbolo del made in Italy e dell’eccellenza del design italiano, Anfibio rappresenta un pezzo importante della storia di Giovannetti. Un prodotto trasformabile capace di diventare in maniera semplice e poetica da divano a letto ed, allo stesso tempo, capace di interpretare i desideri dei suoi estimatori di ieri e di oggi. Un continuum storico che ha permesso ad Anfibio di essere riconosciuto quale espressione di eccellenza progettuale e che lo ha portato a far parte delle collezioni dei maggiori musei d’arte contemporanea del mondo. Oggi a distanza di 40 anni, Giovannetti dedica ad Anfibio una intera settimana di celebrazione con una serie di eventi esclusivi in una delle location più prestigiose di Milano, l’accademia delle belle arti di Brera, che durante tutta la settimana del salone internazionale del mobile di Milano (14-19 Aprile) diventerà palcoscenico di libera espressione creativa. Spettacoli ed appuntamenti quotidiani vedranno impegnati attori, artisti, musicisti ed operatori in un happening che ruoterà intorno ad Anfibio e che cercherà di coinvolgere i visitatori in un percorso artistico e culturale all’insegna della bellezza e del gusto estetico. Per Giovannetti questo appuntamento sarà una occasione importante per testimoniare ancora una volta la passione, l’entusiasmo e l’impegno creativo che l’azienda pone sempre nella realizzazione dei suoi progetti, elementi che hanno identificato Giovannetti come una delle realtà più originali e vivaci nel panorama internazionale. L’anteprima dell’evento in esclusiva per la stampa sarà Martedì 13 Aprile alle 17,30.

Contatti:
Veronica Giovannetti
Tel +39 0573 946222
Fax +39 0573 946224
Skype: vero.giovannetti.collezioni
www.giovannetticollezioni.it
18.5.09

18.05.09 Made in Italy poster art di Dario Ujetto.

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Made in Italy Poster Art è un progetto nato grazie al Web e in perfetto stile 2.0. Non è un social network o uno spazio di sharing: si tratta di interviste ad artisti, alla “Rolling Stone”. Che senza “Rete” non sarebbero mai esistite; nascono, infatti, da un semplice blog (www.madnesswall.com) che si propone di raccontare, pubblicare, commentare performance e opere di quel rivoluzionario movimento artistico che dalla New York di Basquiat ha inondato il mondo con la sua creatività: la Street Art. Il Focus è la ricerca del perché tanti artisti italiani hanno scelto le tecniche e il modus operandi della Street Art come via per esprimere le proprie idee e perché la sostengono anche dal punto di vista della promozione artistica.

Leggi documento

29.1.09

Greta Pigatto Couture artigianato made in italy veste Arisa

Arisa veste Greta Pigatto Couture

aldomoro5 è una boutique on-line di Greta Pigatto specializzata in tutto ciò è unico e fatto a mano, ma soprattutto MADE IN ITALY, dai complementi d’arredo all’abbigliamento.



Perchèaldomoro5”?
E’ l'indirizzo, via e numero civico della casa-studio, dove vive e lavora, Greta. Una labo-boutique work in progress dove sono nate le sue due linee: Greta Pigatto Couture, abbigliamento e accessori in serie limitata, e HWart (hand work art), complementi d’arredo pezzi unici.

"l'artigianato conoscerà uno sviluppo prodigioso nel futuro. Più diventiamo virtuali attraverso le nuove tecnologie, più sviluppiamo anche il nostro lato tattile, materiale. L'amore per le cose fatte a mano, uniche..."

Dopotutto siamo stati la patria delle botteghe d'arte, dell'arte e della creatività... non facciamole scomparire. Un bel programma su Raitre condotto da Corrado Augias parlava proprio dell'artigianato e dell'assenza di giovani pronti a usare le mani... quello che manca secondo me non sono i giovani volenterosi, ma la comunicazione e la conoscenza del web che manca a questo settore... il sogno di Greta è infatti quello di creare una community, una labo-boutique sul sito per vendere oggetti fatti rigorosamente a mano; creare un ETSY.com made in Italy....

Per qualsiasi informazione: 
www.aldomoro5.it
info@aldomoro5.it



Come si descrive Greta...:

Se devo descrivermi, posso dire che GRETA PIGATTO adora stupirsi, incuriosirsi, essere rapita dalle forme, dai colori e da ogni senso venga acceso da un’idea. Un’infanzia fatta di manga, disegnati per ore ed ore fino a perderne i contorni, un’adolescenza dedicata agli studi artistici e grafici. Esperienze lavorative importanti nell’ambito moda, come grafica di prodotto e consulente esterna per una nota azienda del settore.

Oggi sono semplicemente ciò che voglio davvero essere…

Ho deciso di inseguire il mio sogno: creare pezzi unici, un progetto che rappresenta il mio mondo e i miei colori, un piano di lavoro in piena crescita, arricchito giorno dopo giorno da ogni emozione e nuova idea che mi sta regalando. Creare, decorare, divertirmi prendendomi sul serio. E anche no! Credo nella magia dello stupore scatenato anche da un nastro di raso rosso o dal rumore di una collana appoggiata sul cotone. Credo nelle scintille delle piccole cose che si riflettono nella vita di tutti i giorni rendendola speciale. Ho creato due linee, due piccoli marchi che sono i primi proposti online: Greta Pigatto Couture, abbigliamento e accessori in serie limitata, e HWart (hand work art), complementi d’arredo pezzi unici. Prossimamente verranno presentati ed esposti altri piccoli brand e creativi che presenteranno caratteristiche in linea con aldomoros (Made in Italy e pezzi unici fatti a mano).

Greta Pigatto Couture si accoglie come il sorriso di una Lolita sexy-chic e propone accessori ammiccanti, T-shirts decorate, bijoux dall’eleganza ribelle. Prodotti fatti interamente a mano, e per questo unici ed irripetibili. Creazioni dedicate a chi ama esibire particolari esclusivi, ricchi di fascino femminile e graffiante; pezzi da indossare pensati anche e soprattutto per gli occhi più esigenti.
Hwart (Hand Work Art) , ovvero oggetti d’arredo decorati a mano, pezzi in serie trasformati in tovaglie, tazze, vasi, svuotatasche e piatti fatti di magia, originalità e classe rigorosamente italiana. Si trasformano in oggetti di piacere d’arredo, in pezzi unici da esibire, personalizzati da idee vibranti. E per gli appassionati dello chic-retrò che solo abili dita di donna possono filare e far ritornare in vita, anche l’involucro che racchiude l’oggetto diventa un dono d’altri tempi. Scatole personalizzate e decorate celano, come scrigni incantati, i set di piatti e tazze; tessuti scelti e confezionati a mano proteggono, impreziositi da nastri e profumi, ogni svuotatasche decorato. Qui, il cartone, la stoffa, la seta, il colore e la carta acquistano la dignità, la delicatezza e l’esuberanza viva che il packaging dei nostri giorni non può permettersi di conoscere.

Greta Pigatto Couture veste Arisa per il video Sincerità





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14.11.08

14.11.08 LIVELLO 16 multi-store oggetti unici Made in Italy


Apre a Milano LIVELLO 16, il multi-store per chi ricerca personal belongings Designed & Made in Italy. Con la missione di offrire esclusivamente pezzi e oggetti unici, piccole produzioni pensate e prodotte da giovani designer, artigiani e artisti italiani. Rivolgendosi però ad un pubblico internazionale, visto che la forza italiana sta proprio nella produzione unica nel mondo per storia, cultura, precisione, eleganza, stile e naturalmente alta qualità. In un mondo di globalizzazione e industrializzazione di serie è giusto riscoprire il valore dell'unicità e dell'autoproduzione, dando spazio a tutti i giovani talenti creativi italiani.