30.1.09

30.01.09 Silvia Borello artista poliedrica...

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Silvia Borello è un’artista poliedrica (pittrice, scultrice, scenografa e coreografa), dipinge sui materiali più svariati: jeans, tende, cotone, intonaco, tele, tavole e carta; con tecniche ad acquarello, olio e miste. I suoi soggetti sono impronte e corpi nudi resi con un'arte istintiva e etnica dai colori incisivi.

"ho sempre disegnato e dipinto fin da piccolina, grazie all'influenza di parenti artisti... ho fatto e partecipato a diverse collettive locali e solo poco più di un anno fa ho iniziato a fare sul serio, dopo una personale pilota qui in Cuneo che ha avuto molto successo... ho iniziato lo scorso autunno a collaborare con una galleria d'arte di Torino e sto vedendo di definire una collaborazione con altre... spero che questo sia solo un bell'inizio..." Silvia Borello

29.1.09

29.01.09 aldomoro5 Greta Pigatto artigianato made in italy



aldomoro5 è una boutique on-line di Greta Pigatto specializzata in tutto ciò è unico e fatto a mano, ma soprattutto MADE IN ITALY, dai complementi d’arredo all’abbigliamento.

Perchèaldomoro5”?
E’ l'indirizzo, via e numero civico della casa-studio, dove vive e lavora, Greta. Una labo-boutique work in progress dove sono nate le sue due linee: Madeleine_couture, abbigliamento e accessori in serie limitata, e HWart (hand work art), complementi d’arredo pezzi unici.

"l'artigianato conoscerà uno sviluppo prodigioso nel futuro. Più diventiamo virtuali attraverso le nuove tecnologie, più sviluppiamo anche il nostro lato tattile, materiale. L'amore per le cose fatte a mano, uniche..."

Dopotutto siamo stati la patria delle botteghe d'arte, dell'arte e della creatività... non facciamole scomparire. Un bel programma su Raitre condotto da Corrado Augias parlava proprio dell'artigianato e dell'assenza di giovani pronti a usare le mani... quello che manca secondo me non sono i giovani volenterosi, ma la comunicazione e la conoscenza del web che manca a questo settore... per fare questo Greta sta cercando altri creativi per creare una community, una labo-boutique sul sito per vendere oggetti fatti rigorosamente a mano; creare un ETSY.com made in Italy....

Per qualsiasi informazione: info@aldomoro5.it



Come si descrive Greta...:

Se devo descrivermi, posso dire che GRETA PIGATTO adora stupirsi, incuriosirsi, essere rapita dalle forme, dai colori e da ogni senso venga acceso da un’idea. Un’infanzia fatta di manga, disegnati per ore ed ore fino a perderne i contorni, un’adolescenza dedicata agli studi artistici e grafici. Esperienze lavorative importanti nell’ambito moda, come grafica di prodotto e consulente esterna per una nota azienda del settore.

Oggi sono semplicemente ciò che voglio davvero essere…

Ho deciso di inseguire il mio sogno: creare pezzi unici, un progetto che rappresenta il mio mondo e i miei colori, un piano di lavoro in piena crescita, arricchito giorno dopo giorno da ogni emozione e nuova idea che mi sta regalando. Creare, decorare, divertirmi prendendomi sul serio. E anche no! Credo nella magia dello stupore scatenato anche da un nastro di raso rosso o dal rumore di una collana appoggiata sul cotone. Credo nelle scintille delle piccole cose che si riflettono nella vita di tutti i giorni rendendola speciale. Ho creato due linee, due piccoli marchi che sono i primi proposti online: Madeleine_couture, abbigliamento e accessori in serie limitata, e HWart (hand work art), complementi d’arredo pezzi unici. Prossimamente verranno presentati ed esposti altri piccoli brand e creativi che presenteranno caratteristiche in linea con aldomoros (Made in Italy e pezzi unici fatti a mano).

Madeleine Couture si accoglie come il sorriso di una Lolita sexy-chic e propone accessori ammiccanti, T-shirts decorate, bijoux dall’eleganza ribelle. Prodotti fatti interamente a mano, e per questo unici ed irripetibili. Creazioni dedicate a chi ama esibire particolari esclusivi, ricchi di fascino femminile e graffiante; pezzi da indossare pensati anche e soprattutto per gli occhi più esigenti.
Hwart (Hand Work Art) , ovvero oggetti d’arredo decorati a mano, pezzi in serie trasformati in tovaglie, tazze, vasi, svuotatasche e piatti fatti di magia, originalità e classe rigorosamente italiana. Si trasformano in oggetti di piacere d’arredo, in pezzi unici da esibire, personalizzati da idee vibranti. E per gli appassionati dello chic-retrò che solo abili dita di donna possono filare e far ritornare in vita, anche l’involucro che racchiude l’oggetto diventa un dono d’altri tempi. Scatole personalizzate e decorate celano, come scrigni incantati, i set di piatti e tazze; tessuti scelti e confezionati a mano proteggono, impreziositi da nastri e profumi, ogni svuotatasche decorato. Qui, il cartone, la stoffa, la seta, il colore e la carta acquistano la dignità, la delicatezza e l’esuberanza viva che il packaging dei nostri giorni non può permettersi di conoscere.




28.1.09

28.01.09 Jole Caleffi tra poesia e arte “Nuovi cieli e nuova terra”

“Nuovi cieli e nuova terra”

“Il cielo stellato
è di cristallo fuso:
era così nell’Eden.
Ora risplendi
nel mio pensiero”.

"E’ un frammento, significativo, di una poesia di Jole Caleffi, dedicata ad un amico, dove sono evocate, quasi rapite, immagini trasognate che scolpiscono nella mente i segni di antiche visioni del mondo. Dalla poesia all’arte il percorso della creatività dell’artista si fa azione: le opere della Caleffi, infatti, suggeriscono ricerche di indagine sul rapporto spazio – forma / linea e ritmo / colore-contenuto. Tutte categorie che costituiscono il lessico fondamentale della grammatica dell’arte e diventano la tavolozza ideale dell’artista per scoprire ed inventare nuove soluzioni, soprattutto, in senso metaforico e performativo. E’ la realizzazione di campi visivi che, come un caleidoscopio, in modo circolare, si materializzano in figure geometriche che, con rinnovate energie, vengono proiettate nel vortice misterioso dell’infinito cosmico. Nella ricerca di “nuovi cieli e nuova terra” si avverte una sofferenza esistenziale, una esigenza di dare delle risposte, di superare una opprimente limitazione degli eventi, che condizionano e vincolano la nostra esperienza quotidiana. Si coglie nella struttura compositiva dell’artista una lettura intimistica: la magia dei colori e delle geometrie quale conforto psicologico al senso della precarietà e dell’incertezza dell’esistenza. Tutto questo è altrettanto espressione di un sentimento religioso del mondo: un sentimento fatto di silenzi e di ascolto delle “atmosfere” celesti, quasi il voler ritrovare una musicalità primordiale, dove l’uomo è realtà spirituale e testimone eterno del tempo della vita. Caleffi, per la sua ricca formazione artistica, teatrale e letteraria, tra le prime laureate al Corso di laurea in Arte del DAMS dell’Università di Bologna, ci offre una preziosa opportunità: leggere con gli occhi della mente l’utopia degli universi impossibili per ritrovare in noi quell’Eden luminoso, stella polare e sogno vivificante del destino dell’umanità. Le immagini delle sue opere si trasformano, quindi, in sequenze didattiche per un apprendimento non dottrinale e ci sottopongono nuovi modelli di ricerca, quasi una nuova esigenza ermeneutica delle sacre scritture, quelle stesse che hanno parlato di “nuovi mondi” solo con lo sguardo della trascendenza e della devozione assoluta. La Caleffi tenta, invece, attraverso l’arte, forme nuove di comunicazione, con intenti non celebrativi, ma antinomici e dicotomici, senza oscurare il significato più puro di esistere e di esistenza come microcosmo, specchio di focalità nascoste dei sentimenti e della realtà effettuale. E’ il mito di Prometeo che ritorna e che la Caleffi sembra voler ri-considerare, quale antidoto ai rischi di una crisi di identità e di civiltà, soprattutto per aiutarci e liberarci dalle ipocrisie sociali, dalle menzogne ideologiche e dalle conoscenze globalizzanti e dogmatiche." Prof. Franchino Falsetti

27.1.09

27.01.09 HANNES GREBIN design rethink & development

Schrankwand, sideboard. Designed by Hannes Grebin.
Hannes Grebin è un designer tedesco che vive a Rostock, in Germania. Grebin ha studiato presso il Bauhaus University di Weimar, fatto stage formativi a Londra e Stoccarda, e preso una laurea in design di prodotto lo scorso ottobre. Nella foto in alto possiamo ammirare "Schrankwand" Sideboard. Che significa "parete", infatti, secondo Grebin, il mobile a muro, come un florido sistema di storage è superato e sostituito da una credenza. Questo pezzo d'arredamento è un accordo di quattro diverse parti funzionali di un rustico mobile d'epoca in stile "Biedermeier" a muro. "Schrankwand" è investito nella citata retrò-futurismo ed è veramente un ibrido che evoca sia l'evoluzione storica dei mobili degli anni'70 Bauahausiani con insistenza sulla funzionalità di ricambio, sia l'aggiunta di una palese distorsione della struttura e della forma facente parte dei pressanti vincoli dell'età contemporanea. Questa linea di mobili fortemente assimetrici, che ripensano i convenzionali rapporti tra forma e spazio, gusto e tradizione, progetto e funzionalità, ma che rispondono comunque ad esigenze ergonomiche spinte all’eccesso, porta dentro di sè un mood retrofuturistico che spezza i valori anche estetici codificati e consolidati, può piacere o non piacere, ma di certo non lascia indifferenti.

Fonte: designer blog;

23.1.09

23.01.09 mycostantcreation desk with a floorlamp leg

mycostantcreation un sito con progetti creativi, come ad esempio desk with a floorlamp leg. Questo progetto creativo e concettuale si domanda in che modo si possono riutilizzare oggetti e prodotti scartati. L'obiettivo di mycostantcreation è quello di fornire una espansione della loro aspettativa di vita con la creazione di nuovi oggetti unendo diversi pezzi... il risultato un prodotto trasformato, che sfida un nuovo rapporto con il suo nuovo "utente". Una vecchia scrivania ridondante si sposa con una lampada da terra scartata. La lampada da terra sostituisce una gamba rotta della scrivania che permette la lampada da terra ad avere due funzionalità, offrendo stabilità alla scrivania, ma anche fornire luce per l'utente.

http://www.myconstantcreation.com/floorlambleg.html

22.1.09

22.01.09 Lee Broom pregio antico neon moderno...

http://cubeme.com/blog/wp-content/uploads/2007/08/neo-neon-collection-lee-broom.jpg



Sedie antiche rivisitate in chiave electro dove mogano fa rima con neon. Luci a neon che incorniciano i sinuosi profili e producono dei piacevoli giochi di luce sulle superfici laccate. Lee Broom come esaltare il pregio dei decori e delle linee retrò con le moderne luci colorate neon...


Fonte: designer blog; Sole 24 ore;

19.1.09

Ron Reihel arte forma innovazione e illuminazione.




illuminazione dell'artista Ron Reihel

L'arte contemporanea è alla continua ricerca di potersi esprimere al meglio grazie anche all'utilizzo di nuovi materiali industriali come ad esempio acrilico, vetro, plexiglass e resina di poliestere. Artisti la cui arte è varia come concetto e come approccio che condividono un sottostante interesse a catturare e manipolare materiali innovativi e illuminazione neutra e colorata (introdotta negli anni sessanta e settanta), spostando realtà e percezione.

11.1.09

13.01.09 Grid Chair di designer Jaebeom Jeong tra progetto e ispirazione.


Grid Chair è una sedia progettata dal industrial designer coreano Jaebeom Jeong, dalla serie Grid series project, sarà in mostra fino al 3 gennaio alla Prugio Gallery di Seoul. I materiali che la costituiscono sono acciaio saldato per il telaio e solido e compatto noce nero per la seduta.
Unione perfetta tra progettazione al computer e forme classiche. L'ispirazione è riconducibile alle piacevoli forme liberty\art nouveau, delle vecchie sedute da bar. Un esempio la sedia bar Artistic.

13.01.09 REsign “nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma”.

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Burton design by Giovanni Delvecchio

REsign, un metaprogetto che nasce in collaborazione con Manitese e si pone l’obiettivo di riciclare i segni di cui sono portatori gli oggetti ormai dismessi, mettendo in moto ed in relazione tra loro le menti creative di giovani designer e le realtà che da sempre si occupano del reperimento e lo smaltimento dei rifiuti. Esistono al mondo tanti oggetti moderni e antichi, i magazzini sono in continua crescita e i consumatori si stancano facilmente. Progetti, creatività, design sono in continua crescita. Continuiamo ad alimentare un mercato saturo e indifferente e l’attuale sistema economico è talmente orientato verso un integralismo ideologico, raggiungibile solo attraverso la logica della crescita infinita, da aver letteralmente dimenticato la felicità. Il metaprogetto REsign cerca di risolvere il problema alla radice agendo ad un livello strategico, dal basso. Organizza e crea i presupposti per una economia della felicità basata sulle relazioni e non più sulla crescita triste. Incanala in un percorso di senso una progettualità sostenibile...
Il problema che gli stessi progettisti hanno creato, consapevolmente o meno, andrebbe risolto con la stessa efficacia ed efficienza con le quali è nato. Coscienti che “nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma”, Resign intende portare al più alto livello il valore delle cose e dello scambio, creando una rete di progettazione e commercio alternativa capace di rimediare anche in piccola parte all’inquinamento ambientale, sociale e progettuale. Il REsign è quindi una modo semplice e “sensato” di mettere in relazione i giovani designer e le realtà che da sempre si occupano del reperimento e lo smaltimento dei rifiuti.

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Ex Nouveaux design by Elisabetta Amatori

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Nine Inch Nails design by Andrea Magnani

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Aids design by Magnani & Damiani

11.01.09 Passato \ Moderno Artigianato \ Design Ehrfurcht di Pour les Alpes




Unire il pregio e l'unicità dell'artigianato con la creatività e la stravaganza del design moderno, è questo il motto delle designer svizzere Tina Stieger e Annina Gaehwiler di Pour les Alpes. Tra le loro creazioni troviamo la particolarissima collezione (prototipi) di mobili chiamata Echos, diversi tra loro ma con un filo conduttore, la collaborazione con artigiani specializzati nelle tecniche tradizionali delle Alpi svizzere. Il risultato? Direi perfetto per rappresentare in un’epoca di produzioni di massa, il recupero e l’identità culturale alpina utilizzando tecniche artigianali e materiali locali. Qui in foto potete ammirare Ehrfurcht, in ebano nero, si apre come una crepa nella roccia per rivelare un interno di pino sfaccettato come una caverna.



7.1.09

7.01.09 Valises armadio\valigia del designer Maarten De Ceulaer



Casamania azienda padovana all’avanguardia nella sperimentazione di nuove forme e idee. Collaborano al progetto di creazione designer eclettici, tra cui: Maarten De Ceulaer, Delineodesign, Fabio Novembre, Karim Rashid, Luca Nichetto e Sean Yoo... Una di queste ultime realizzazioni è Valises di Maarten De Ceulaer un complemento d’arredo davvero romantico che mescola stile del passato e gusto contemporaneo in un mix davvero inedito e molto piacevole.



Valises di Maarten De Ceulaer

Un sistema modulare ricco di poesia. Le valigie offrono una soluzione originale per accomodare con stile vestiti, scarpe ed accessori. I vari moduli con la forma di valigia sono rivestiti di pelle pregiata. Valises evoca l’eleganza del passato, rivisitandola in chiave moderna e divertente. “Il progetto cerca di evocare l’atmosfera lussuosa della maglieria in pelle. Il mobile è composto da 6 ‘moduli pregiati’, ognuno creato appositamente per accomodare i vari generi di abbigliamento. Un puzzle che offre un posto per i vestiti più belli, le scarpe più preziose e gli adorati cappelli di ognuno di noi. Volevo creare un sistema dinamico e flessibile, antitetico ai radizionali armadi grandi e pesanti che sono impossibili da trasportare. Le valigie sono unite tra loro da un efficace sistema di aggancio che permette di aggiungere, sottrarre, scomporre e ricomporre i moduli, creando così dei paesaggi unici.”

Maarten De Ceulaer profile

Ha Studiato Interior Design alla Sint-Lukas Hogeschool a Bruxelles. Dopo essersi laureato ha iniziato a lavorare nel settore di product e furniture design. Fortemente interessato al concetto di un design forte, emozionante e poetico, si è iscritto alla Design Academy di Eindhoven. Stage presso lo studio di Danny Venlet e Alain Berteau a Bruxelles, e in India presso Mudoffice – lo studio di Vivek Radhakrisjnan. Nel 2007 ha vinto il Dynamo Belgian Young Designers Award e 6 mesi dopo si è laureato. Attualmente viaggia e lavora per la società Non Profit in India. Generalmente le sue opere sono focalizzate su un forte tema centrale. Si pone domande sul mondo che lo circonda e le sue risposte diventano oggetti. Poesia, conforto, senso dell’umorismo e comunicazione di idee sono aspetti fondamentali dei suoi progetti, dai quali caturiscono degli oggetti belli e funzionali. Al di là del puro concetto, il suo desiderio è che i suoi progetti diventino qualcosa che va oltre ‘una buona idea’ o un pensiero divertente. Un ottimo concetto tradotto in un ottimo prodotto. Questo è l’obiettivo.

Fonti: Casamania; designer blog;

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