27.11.10

Colore & Stile: C(o)ol_our l'importanza del colore...


Danilo "Fucsiaman" Verticelli, Elisa Von Brockdorff e Federica by myArtistic hanno deciso di unire la loro passione per l'estetica del "colore" creando C(o)ol_our, una pagina sociale di Facebook dove divulgare idee, concetti e prodotti artigianali qualificati in diversi campi lavorativi che esprimono il concept color. Danilo, nato in Italia, è un artista, designer e ingegnere edile. Il suo lavoro spazia tra moda, architettura, arredamento, oltre che alla pittura e all'arte digitale. La sua opera, da anni, ha l'obiettivo di qualificare l'arte e l'artigianato attraverso un diverso uso del colore. Il suo pensiero quotidiano è quello di affermare la presenza del colore in tutti i campi della nostra vita. Colore come concetto del vivere. Elisa è una fotografa assolutamente forte e originale, che vive a Malta e ha studiato Belle Arti in Gran Bretagna, la cui caratteristica è il colore in tutte le sue tonalità. Il suo range spazia tra progetti di moda e immagini d'arte pura. Federica, nata in Italia, fa parte dello Staff creativo di myArtistic, un concetto d'arredamento e accessori per la casa con sede in Veneto, la cui missione è di ridare valore a vecchi mobili utilizzando colore, forme originali e materiali particolari. myArtistic ora sta progettando una nuova linea di mobili multimediali.

Perché abbiamo creato questa pagina:

Negli ultimi decenni una tendenza predominate sta assorbendo completamente la moda, il design, l'arredamento, ma soprattutto la nostra vita: che l'eleganza e il glamour si possono ottenere solo attraverso l'uso del nero e del minimalismo. In realtà, il nero e il grigio, non sono i colori più diffusi in natura, anzi tutta la Natura, tranne qualche eccezione, è completamente colorata. I fiori e l'arcobaleno sono colorati e la luce è l'insieme dei colori... e tutto cambia con la luce, ora per ora e di stagione in stagione. Non sappiamo esattamente quando e perché, la gente ha deciso di vestire con abiti scuri, di arredare con mobili minimal bianco & nero e di acquistare oggetti, auto e scarpe impersonali... 

I colori hanno rappresentato per secoli lusso, importanza, valore e vitalità come ad esempio l'oro e il rosso. E negli anni '80 lo stile giovanile era fin troppo colorato. Forse proprio per "riordinare" questo stile troppo vivace e pazzo è nato questo immenso buco nero che sta completamente assorbendo soprattutto lo stile italiano. Se pensiamo ai reali inglesi e alle star americane l'utilizzo del colore è esplosivo a volte comico. Ma questa sensazione d'inadeguatezza di comicità che ci procura la vista del colore è la conseguenza di un preoccupante virus d'impersonalità, che ci obbliga alla non espressione. Abbiamo poca voglia di ricercare, di accostare e di abbinare colori diversi tra loro. E' anche una questione di pigrizia con il nero si va sempre sul sicuro, non si sbaglia mai... ma soprattutto ci si mette poco in gioco. In questa società dove l'individuo sembra messo al primo posto, non ci accorgiamo che in realtà siamo tutti una massa oscura dove l'esuberanza è repressa da schemi ben prestabiliti.  

Danilo "Fucsiaman" Verticelli afferma: "A mio parere, il bianco e il nero non sono colori. Sono la fine e l'inizio dell'energia contenuta in ogni colore. Anche se sono consapevole del valore effettivo del "nero" nel trend della moda e del mobile, lo considero la negazione di uno spirito naturale, felice della vita, dell'allegria e della vitalità. Nella cultura occidentale, il nero è il colore della morte, dei sacerdoti, dei becchini, e altrove, di legno bruciato, di benzina, di "buco" che assorbe ogni luce e ogni vita tutto intorno. Questa pagina vuole creare non un buco nero, ma un "buco colorato", una sorta di movimento di reazione verso la dittatura del "nero", che invece dei buchi neri, spinge fuori tutte le energie per un nuovo stile di vita."

Se anche tu sei stanco di vivere una vita grigia entra a far parte di C(o)ol_our ed esprimi le tue idee colorate!!!

Per informazioni:




Post realizzato da myArtistic Blog Design
Atelier creativo di Padova che oltre a gestire un blog d'Arte e Design realizza decorazioni su mobili antichi restaurati e crea pezzi innovativi con arte, design e tecnologie all'avanguardia.
Contatti:  www.myartistic.it   info@myartistic.it

Arredo bagno design: OBLIQUE by Hangar Design Group per Valli Arredobagno



Profilo sinuoso e angoli stondati in lamiera piegata sono le caratteristiche della linea OBLIQUE, design Hangar Design Group per Valli Arredobagno. L'ultima novità della linea - composta da mensole, luci e portasalvietta - è il Portariviste Oblique, un originale oggetto dal design minimale, ideale per il bagno come per gli altri ambienti della casa. Il codice progettuale della collezione di complementi di arredo per il bagno Oblique, progettata da Hangar Design Group, si fonda sulla versatilità e sull’essenzialità ricercata delle forme. Realizzata in lamiera piegata e tagliata al laser, presenta una laccatura bianca opaca a polveri epossidiche per l’esterno ed elementi volumetrici a contrasto. Profilo sinuoso ed angoli stondati consentono un inserimento eclettico dei differenti elementi, che pensati per la stanza da bagno, possono trovare giusta collocazione anche in altri ambienti della casa. Ogni elemento è stato dimensionato secondo proporzioni ergonomiche, con riferimenti agli oggetti di uso comune. La leggerezza dei ripiani e la resistenza ai carichi verticali, rendono le mensole molto versatili ed adatte ad essere utilizzate in spazi diversi.

Per informazioni:
www.hangardesigngroup.com
www.valliarredobagno.it




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25.11.10

Console barocco decorata myArtistic: il legno da materiale a elemento decorativo...

DOPO

Il progetto di personalizzazione myArtistic inizia osservando attentamente una console in stile barocco. Quando pensiamo ad un mobile la prima cosa che ci viene in mente è il legno. Per secoli il mobile è stato realizzato grazie a questo splendido materiale naturale. Il mobile in legno ha subito numerose fasi che hanno dato vita a diversi stili: il gotico e il rinascimento con mobili molto scuri, dalle linee nette e dai numerosi intagli; il barocco e il roccocò con mobili dorati, sfarzosi e dalle linee mosse; il liberty e l'eclettico che uniscono la sinuosità del barocco e l'intaglio rinascimentale; il deco con forme nuove e l'utilizzo della radica che trasforma completamente l'immagine del legno (di cui abbiamo già parlato in un precedente post); e il design che  utilizza altri materiali insieme al legno e il mobile diventa di grande produzione industriale. Oggi si è più puntati verso un mobile laccato, minimal, colorato che poco lascia intravedere il materiale di cui è costituito. E' anche per questo che i mobili laccati sono poco pregiati e realizzati molto spesso in misero truciolare. Non c'è confronto con la preziosità del legno massello con le venature originali e che ci consentono di avere ogni giorno un contatto diretto con un elemento "vivo" e naturale. E' per questo che myArtistic ha voluto laccare questo mobile con un bianco minimal, lasciando però intravedere il legno nelle decorazioni e in alcune parti intagliate.

PRIMA



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24.11.10

Designer Oriano Favaretto lampada Stratosfera by Majo illuminazione


STRATOSFERA
Majo illuminazione presenta la sua nuova lampada a sospensione "Stratosfera", nata dalla collaborazione con il desinger Oriano Favaretto. Le ondulazioni del diffusore accentuano la leggera inclinazione con un chiaro richiamo alla sfera terreste e alla sua struttura dinamica e fluttuante. Un design minimale, quasi etereo, caratterizza il corpo luminoso della sospensione... (vedi altre lampade Majo nel nostro post precedente).

Per informazioni: www.demajoilluminazione.com
Disponibile in vetro bianco lucido, montato su una struttura in metallo verniciato grigio chiaro.
Misure
STRATOSFERA S25 | diam 25 cm h min 30 max 300 cm
STRATOSFERA S40 | diam 40 cm h min 45 max 300 cm
Lampadine
STRATOSFERA S25 | 1x105W E27 alogena chiara, 1x24W E27 fluorescente
STRATOSFERA S40 | 1x150W E27 alogena chiara, 1x105W E27 alogena chiara,
1x30W E27 fluorescente



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19.11.10

Charlot Pop Art credenza decò myArtistic: l'importanza della radica...

DOPO

Il progetto di personalizzazione myArtistic inizia osservando attentamente una credenza art decò dei primi del novecento, in noce e radica di noce, con piccola specchiera superiore. Le forme decò, di cui abbiamo già parlato nel precedente post, sono molto particolari e si possono ammirare anche in questo esemplare, soprattutto nei due lati sporgenti radicati. L'utilizzo della radica, materiale versatile, pregiato e facilmente modellabile, dà la possibilità allo stile decò di evolvere ulteriormente, cambiando anche l'idea del mobile in legno. Il materiale diventa anche elemento decorativo e così i mobili in radica emergono anche nelle foto in bianco e nero. E' in questo periodo che il grande Charlie Chaplin girò nel 1931 Luci della città, un film muto accompagnato dalla musica. Fu il primo film di Charlot con sonoro e musiche sincronizzate. myArtistic ha voluto così ridare valore alla radica, lasciando originali le zone più particolari e decorando le ante con  un'immagine pop art tratta dal film di Chaplin. A valorizzare ancor più il messaggio sono state impresse anche le frasi più significative del film; dette nel momento più emozionante: la fioraia si avvicina per dare il fiore a Charlot insieme ad una moneta e lo riconoscerà, riacquistando il suo "sguardo" di povera fioraia cieca per qualche istante, semplicemente toccando la mano di Charlot, che le chiederà in quel momento se ha riacquistato la vista, domanda alla quale la ragazza risponderà "adesso sì".

E noi, ora, riusciamo a vedere la bellezza di questo mobile decò in radica ormai considerato da molti solo spazzatura?


PRIMA





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17.11.10

Credenza vetrina stile decò il precursore del design...

Progetto di decorazione e personalizzazione mobile vintage

Con analisi stile art decò

AFTER

Il progetto di personalizzazione myArtistic inizia osservando attentamente una vecchia credenza art decò degli anni '30, in noce e cartella di noce, a due ante inferiori, vetrina superiore a vetri scorrevoli e cornici ebanizzate. Il periodo decò si può definire il precursore del design, dove artigiani coraggiosi iniziarono a mutare le forme classiche e squadrate del mobile. Fino a quel periodo l'unico elemento dove l'artigiano poteva differenziarsi ed esprimersi era la lavorazione ad intaglio. Si sente così il bisogno di sperimentare, di rielaborare e di concentrarsi sulla forma, pulendo il mobile da quel sovraccarico fatto di intagli, intarsi e bronzi. I primi furono i futuristi, con il loro messaggio dirompente, crearono mobili con la loro interpretazione personale dell'arte nella vita. Il decò dà la possibilità di collaborazione tra artigiano e artista. Il folclore porta anche il gusto del colore, del contrasto, della luminescenza dell'oro e della decorazione stilizzata. Due strade si aprono negli anni '20 fatti di disorientazione  ed evoluzione: una che puntava su una radicale rottura con il passato, rifiutando la decorazione e puntando su forme nuove semplificate; l'altra che puntava proprio sulla decorazione e che si differenziava solo attraverso le sue varianti formali. myArtistic ha voluto così ridare valore a questo stile, valorizzando la forma (attraverso colori minimal bianco\nero) e la decorazione artistica (attraverso due forme stilizzate di ballerini che richiamano così anche uno dei concetti futuristici). 

Per informazioni:
info@myartistic.it

BEFORE



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12.11.10

Jerry Hsu mostra fotografica Goodbye for good



Ransom by adidas Originals e Vice sono onorati di poter presentare al pubblico italiano la prima personale extra-americana di Jerry Hsu, un giovane talento californiano di origini taiwanesi, che continua a sorprendere e incuriosire il suo pubblico con una fotografia intima e divertente.

GOODBYE FOR GOOD:
Vernice inaugurale della mostra: giovedì 18 Novembre 2010 dalle ore 19.00 presso la Vice Gallery di via Giacomo Watt 32, Milano. L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 20 Dicembre, dal lunedì al venerdì, dalle 15.00 alle 19.00. Un’anteprima esclusiva della mostra, con la presentazione di alcune stampe tratte dall’ultimo Vice Photo Issue, a partire dalle ore 17.00 presso lo showroom adidas Originals di via Morimondo 26, Milano. 

JERRY HSU:
Nato a San José nel 1981, è un pro-skater e ha vinto svariati premi per la sua partecipazione al leggendario skate video Bag of Suck. Fin dalla tenera età Jerry è ossessionato dal fotografare ciò che lo circonda. Attraverso il suo obiettivo il mondo diventa una costante fonte di situazioni fresche ed ironiche, un album d’immagini romantiche, costruite su un lirismo semplice e toccante. Hsu è stato tra i primi fotografi pubblicati su Tiny Vices, l’ormai affermatissima vetrina online per talenti fotografici creata da Tim Barber e, negli ultimi cinque anni, ha iniziato una carriera parallela come fotografo editoriale per riviste come Vice e The Journal. La collaborazione con Vice è ormai storica—le sue immagini compaiono nel Photo Issue sin dalla prima edizione—e la rivista crede nel suo talento tanto da avergli affidato ben sei copertine negli ultimi quattro anni. Quest’estate, Vice ha curato la prima mostra personale di Hsu, prima a New York e poi a Los Angeles, consolidando ulteriormente il suo status di up-and-comer della fotografia americana contemporanea. Entro la fine del 2010 è prevista la pubblicazione della sua prima monografia per Mörel Books, casa editrice londinese di fine art che prima di lui ha dato alle stampe Ryan McGinley, Ed Templeton, Patti Smith, Robert Mapplethorpe e Jonnie Craig. 

La collezione Ransom by adidas Originals, frutto della collaborazione tra i due marchi, è una linea di sneaker innovativa che colma il divario tra streetwear, workwear, moda e lavorazione artigianale. Il design è basato su due precisi riferimenti culturali: il patrimonio del marchio canadese Ransom e i valori dello streetwear di adidas Originals. La collezione adidas Originals è rappresentata dal trifoglio, logo a tre foglie introdotto nel 1972. Fondendo autenticità sportiva e stile internazionale, adidas Originals amplia la straordinaria tradizione sportiva del marchio creando una griffe di moda street ricca di ispirazione per la moderna comunità dello stile. Il marchio adidas comprende due divisioni che riflettono due distinti segmenti di mercato: Sport Performance e Sport Style. adidas Originals fa parte della divisione Sport Style.




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10.11.10

Design Karim Rashid poltrona KOOP di Martela


KOOP è una poltrona avvolgente disegnata dal designer Karim Rashid e prodotta da Martela. Una forma insolita che richiama il concetto del nido, dell'utero... un luogo protettivo dove potersi rilassare comodamente. Un concetto espresso con un design minimale e colori netti. Un uovo sezionato con interno di richiamo organico che sembra reale, vivo... che stimola la nostra memoria infantile.



Fonte: contemporist;

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4.11.10

Contenitore raccolta differenziata Leco design flussocreativo



Leco è una stazione ecologica attrezzata, dall’aspetto giovane e colorato, con un forte rimando ludico impresso nella memoria collettiva. E’ un contenitore per la raccolta differenziata, composto da cinque elementi in polietilene a bassa densità (LDPE) di cui due per l’allumino e il vetro, nei rispettivi colori azzurro e verde e due, di dimensione più grande, per la carta di colore bianco e giallo per la plastica. I quattro elementi si posizionano a loro volta su un quinto elemento, di colore grigio, che fa da basamento. L’originalità della forma di Leco si distacca dal classico contenitore per la raccolta differenziata cercando di coinvolgere l’utente attraverso due aspetti fondamentali: la simpatia dell’estetica e la funzionalità modulare. Leco è chiaramente un riferimento al “Lego”, un gioco mondiale che accresce sin da piccoli la capacità di gestire e combinare piccoli oggetti, stimolando la creatività. Da qui la volontà di creare, anche se per un tema delicato come quello della sostenibilità ambientale, la possibilità di interagire con i contenitori in modo piacevole superando ostacoli estetici e formali. Tale visione ha portato all’ideazione di un raccoglitore che avesse la capacità di attirare l’attenzione, oltre che per la sua funzione, per la sua capacità di risolvere problemi di spazio e invogliare alla pratica quotidiana della raccolta differenziata. Nello specifico ogni singolo contenitore è composto da una scocca esterna in LDPE con le due estremità volte all’assemblaggio, che rimandano in modo molto intuitivo alla facilità di incastro tra elementi tipica del gioco “Lego”; mentre nella parte frontale, sempre in LDPE, è previsto un cassetto completo di telaio metallico per l’alloggio del sacchetto. La tecnologia ipotizzata per la produzione di Leco è lo stampaggio rotazionale, con gli adeguati accorgimenti per l’alloggiamento di inserti necessari, come le guide per lo scorrimento del cassetto e bulloni annegati per il fissaggio del telaio del sacchetto. Il materiale adatto per la produzione di Leco è il polietilene a bassa densità, ovvero uno tra i materiali, insieme al PET e l’HDPE, facilmente recuperabili e riciclabili dal post-consumo; ha un ottima stabilità dimensionale ed è utilizzabile senza problemi di fragilità e rotture fino a 80°C e può essere colorato facilmente. La lavorabilità del LDPE avviene attraverso diverse tecnologie come l’estrusione, il soffiaggio, lo stampaggio ad iniezione e con metodo rotazionale come nel caso della stazione Leco. Leco è una soluzione nuova, coinvolgente e colorata per cercare di migliorare l’attitudine al riciclo in maniera spontanea, contribuendo giornalmente alla salvaguardia dell’ambiente.

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3.11.10

Rivista di design KLAT nuovo numero e sito


A un anno dal lancio, KLAT rafforza la propria identità sul web con un nuovo sito e presenta il suo quarto numero. Già disponibile in versione digitale, il magazine di sole interviste allarga la prospettiva d’indagine con una piattaforma che aggrega un numero crescente di blog affidati ai nomi più noti e promettenti dell’arte contemporanea, del design e dell'architettura. KLAT #04 propone le interviste esclusive a Yael Bartana, Rossella Biscotti, Daniel Gustav Cramer, Peter Eisenman, Bjarke Ingels, Fabio Novembre, Philippe Rahm e Thiago Rocha Pitta.



Parliamo un po’ del nuovo sito… «Con il nuovo sito – dichiara Paolo Priolo,editore e direttore responsabile di KLAT – vogliamo ampliare la prospettiva d’indagine del magazine, aggregando decine e decine di blog gestiti direttamente da artisti, designer, architetti e specialisti. Continuiamo a dialogare con i protagonisti dell’arte contemporanea, del design e dell’architettura, ma affidiamo a loro la sequenza delle idee e delle opinioni. Klatmagazine.com, progettato da Luca Diffuse, è diventato un diario della creatività a più voci, un luogo di informazione e sperimentazione. Il processo creativo, le intuizioni e le opinioni dei vari blogger vanno a comporre un laboratorio polifonico aperto ai commenti degli utenti. L’obiettivo è lo stesso del magazine: esplorare le frontiere più avanzate della ricerca artistica e del progetto attraverso le parole e le immagini dei protagonisti. Cambiano, però, lo sviluppo e la durata dell’indagine: con i blog, tutto è più libero e imprevedibile, in continua evoluzione». Lo scorso luglio avete lanciato la versione digitale di KLAT. Con quali risultati? «Ottimi. La possibilità di leggere KLAT su iPad, ma anche su PC e su Mac, acquistandolo una sola volta, è stata molto apprezzata, in Italia e all’estero». Cosa propone KLAT #04? «Il quarto numero – prosegue Paolo Priolo – pone l’accento sull’euforia come agente creativo, principio generatore di idee, visioni e progetti. L’euforia di chi s’innamora della realtà, qualunque essa sia, e fa di tutto per conoscerla e conquistarla. È un sentimento che ricorre tra gli intervistati di KLAT #04, tuttianimati da una motivazione non comune nelle sfide che li vedecoinvolti. Da Yael Bartana, che propone una riscrittura immaginificadella Storia auspicando il ritorno di tre milioni di ebrei in Polonia,aPeterEisenman, che proietta la Galizia nel mondo attraverso unaCittà della Cultura ancorata alla pietra e alla terra. Da BjarkeIngels, che riformula e rilancia le ambizioni dell’architettura al ritmo di “Yesis More”, a Philippe Rahm, che svela i segreti della realtàtrasformandola in un paesaggio immateriale. Da Fabio Novembre, fuoriclasse eccitato dal presente, a Rossella Biscotti, che ripercorreil passato alla ricerca di nuove incarnazioni. Fino a Thiago Rocha Pitta, irretito dal fascino della natura, e Daniel Gustav Cramer, sedotto dalle infinitesfumature della conoscenza».

Per informazioni:
www.klatmagazine.com



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2.11.10

Mobili creativi COLOMBOSTILE





Mobili creativi, artistici, che combinano materiali e decorazioni diverse Colombostile. 

Per informazioni:
www.colombostile.com



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Contatti:  www.myartistic.it   info@myartistic.it

Mobili colorati Dima Design


Il colore è un elemento sempre più indispensabile. Invade anche sui mobili, un esempio questa libreria chiusa di Dima Design.

Per informazioni:



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Contatti:  www.myartistic.it   info@myartistic.it