29.5.09

29.05.09 Il Capo gumdesign per Silik, il taglio tra "funzioni" e concetto...

http://photos-g.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc1/hs036.snc1/3289_93476450983_67453955983_2391550_210327_n.jpg

Al fuorisalone milanese è stato presentato il tavolo Il Capo di Gumdesign per Silik. Il progetto nasce dall'esigenza di voler utilizzare il background aziendale, orientato in un gioco di stili ed atmosfere che reinventano lo spazio con ironia; da questo presupposto cresce l'idea di realizzare un nuovo concept che vede la trasformazione del tavolo sulla base di aspetti emozionali e "funzionali". Il tavolo IL CAPO diventa emblema e segno trasposto ... individua il capotavola con ironia e gioco, definisce l'importanza di chi siede al cospetto degli altri commensali circondato da segni ricchi e superdecorati. Una seduta e le due gambe del tavolo realizzate con forme barocche e in color oro si trasformano in sedute e gambi minimali in colore bianco, per stabilire in maniera decisa e netta chi condurrà il "gioco".

28.5.09

28.05.09 L'arte di Hilde Genoese.

... il mistero della sensualità...

Hilde Genoese nata a Milano nel 1962. Autodidatta, dotata fin dalla più tenera età di grande creatività e senso artistico, persegue con tenacia la propria inclinazione ottenendo importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali. Per esempio è arrivata decima nella graduatoria votata dei lettori della rivista nazionale Quadri e Sculture. Fra i suoi estimatori ci sono persone del mondo dello spettacolo a livello internazionale, ed esponenti del mondo della cultura, dei quali l' artista conserva gelosamente la foto. L'On. Vittorio Sgarbi l'ha onorata di una visita nello studio dove lavora, definendo le sue opere molto interessanti. Ha lavorato per parecchi anni per importanti ditte di moda che hanno formato sua personalità; ne è prova evidente l'uso del tessuto, delle pietre, dell'oro nel suo lavoro. Le forme che elabora sono sempre sinuose e il messaggio di sublimazione della bellezza anima la sua pittura. Ha uno studio a Cortemaggiore (PC) e da un po' di anni una galleria personale a Pignone (SP), paese nell'entroterra delle Cinque Terre, dove immersa nella natura incontaminata, l'artista rigenera la sua creatività.

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D- Cos'è per te l'Arte?

Per me l'Arte è movimento dell'Anima...

D- Che stili e movimenti artistici ti hanno più influenzato nel tuo percorso evolutivo?

Sicuramente l'impressionismo per lo studio del colore, il simbolismo dell'Art Nouveau, e l'uso dell'oro, che trova in Klimt l'esponente più autorevole.

D- C'è un filo conduttore nei messaggi che trasmetti attraverso le tue opere?

La sublimazione della bellezza fine a se stessa.

D- Come definiresti il rapporto fra Arte e Bellezza?

Un rapporto inscindibile... corpo e anima.

D- Come vedi l'evoluzione dell'arte contemporanea?

Oggi più che fare arte si tende a stupire con effetti speciali...formalina, disegni su pane tostato... tutto questo durerà il tempo che merita. Ma ci sono segnali incoraggianti ...il nuovo è bello se strizza l'occhio al passato.

Per contattare l'artista:
e-mail: hildegenoese@libero.it
sito: www.hildegenoese.it
telefono fisso: 0523835181
cellulare: 3388561033

27.5.09

27.05.09 L'arte di Laura Fiore

Mi chiamo Laura Fiore e sono una giovanissima artista dal momento che per una donna la vita ri-comincia a quarant'anni... avendoli appena compiuti il 19 marzo scorso. Dagli studi artistici (maturità artistica: 52/60 '87; diploma di Accademia di Belle Arti di Napoli sez. decorazione: 106/110 '93) ad ora, metto l'arte in tutto quel che faccio: decorazione d'interni; pitture; torte decorate. Per anni ho preso parte alla fiera del Baratto e dell'Usato nella sezione artigianato, con i miei quadri realizzati con carta argentata (domopack) pellicola, carta del pane, stagnole di cioccolatini perugina etc... fino a prendere parte alla prima edizione della mostra/concorso Sacrarte (Portici '06) con un mosaico realizzato in pasta di zucchero e "diavolilli" (anicini di zucchero colorato) intitolato "mandala della vita". Vi prego di non storcere il naso in quanto se non lo sapete, al Moma di newyork vi sono esposte "anche" opere in pasta di zucchero come la mia, in quanto l'arte non ha e non può avere frontiere. (Tale mosaico fa parte dello sfondo del mio avatar su facebook; n.d. r.) Mie opere realizzate per beneficenza, da sola o in compagnia di altreartiste decoratrici, pittrici o fotografe mie colleghe ed amiche, sono in mostra permanente esposte in due strutture ospedaliere partenopee: decorazioni murarie a tema disneyano, nei corridoi del reparto di Pediatria generale II e Nefrologia (sullo stesso piano) dell'ospedale pediatrico Santobono; e tre quadri in tecnica mista con prevalenza della mia tecnica autografa della pittura a olio su carta stagnola, esposti nel centro delle Interruzioni Volontarie di Gravidanza al quinto piano dell'edificio nove di Ginecologia ed Ostetricia del Secondo Policlinico.


L'opera qui sopra è una delle mie ultime opere realizzate per il reparto di Interruzioni volontarie di gravidanza del Secondo Policlinico di Napoli. E' dipinto a olio su carta stagnola con particolari trattati con colla vinilica, vernice trasparente e "pasta cristallo" della Maimeri. Questo quadro, quando lo feci nel '93 si chiamava "favola"; oggi che l'ho completato, rendendo come di cristallo, fra altri particolari aggiuntivi, il castello sullo sfondo, l'ho reintitolato "Avalon" come il paradiso dei celti. Per questo popolo l'aldilà è un aldiquà sovrapposto al nostro Mondo, infatti sulla tomba di re Artù, sita a Glastonsbury che significa appunto castello di cristallo, vi è scritto: "qui giace re Artù seppellito in Avalon". Ho scelto questo quadro per quella collocazione perchè rappresenta lo stato d'animo del post post post aborto, ma potrebbe riferirsi a qualsiasi altra cicatrice che noi possiamo avere dentro, quando ormai il lutto è elaborato ma rimane lo stesso insito nella nostra vita come in un mondo sovrapposto: da un lato il nostro quotidiano con il lavoro, altri eventuali figli, il compagno (se ce l'abbiamo..) il lavoro le amicizie etc. da un altro il pensiero che ogni tanto va a quel figlio cui non abbiamo dato modo di essere. E davanti al castello in primo piano tante gocce di rugiada che a volte possono tornare ad essere lacrime.

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D- Cos'è per te l'Arte?

E' comunicazione.

D- Che stili e movimenti artistici ti hanno più influenzato nel tuo percorso evolutivo?

Le avanguardie artistiche del '900; l'arte informale e poi adoro Klimt per i suoi fondi d'oro , le sue donne finalmente magre, le sue linee così espressive.

D- C'è un filo conduttore nei messaggi che trasmetti attraverso le tue opere?

Si, in quanto cerco di comunicare le sensazioni che possono essere trasmesse attraverso l'osservazione dela natura; un cielo carico di pioggia; un 'alba piena di speranze, una nuvola bassa su di una montagna in alto in alto....

D- Come definiresti il rapporto tra Arte e Bellezza?

Per me è bello ciò che è capace di suscitare un'emozione, anche negativa, se questa è capace di scuotermi da dentro; resto infatti indifferente davanti a ciò che pur essendo ben realizzato dal punto di vista tecnico, pare non abbia niente altro da comunicare al prossimo.

D- Come vedi l'evoluzione dell'arte contemporanea?

Domanda da dieci milioni ;-) non la vedo o meglio posso vederne solo un'infinitesima parte, in quanto credo non sia più tempo, così come pure in altri ambienti della vita contemporanea, di grandi movimenti. Oggi c'è molta individualità, per questo credo sia impossibile generalizzare.

26.5.09

26.05.09 Remo Bevilacqua l'importanza della figura dell'artista nella città.

E' stato conferito il 16 maggio 2009, in occasione del 50° anniversario della città di Policoro, l'attestato di civica benemerenza, all'artista Remo Bevilacqua, di cui abbiamo parlato in un precedente post. La pregnanza del ruolo dell’artista nella dimensione cittadina è fondamentale per contribuire alla crescita della stessa. Oggi l'arte è relegata ad una ristretta cerchia di persone, critici e galleristi... recuperiamo il valore dell'arte e portiamolo nella vita quotidiana, è solo così che si può ritrovare la vera importanza e pregio nell'essere un Artista.

25.5.09

25.05.09 Foto dell'evento roma@design, H2O & Atelier DesignTrasparente

Foto di Andrea Rubbo

roma@design è un "luogo" d'incontro nato su Facebook, per dare voce e visibilità al design romano. Il primo evento del gruppo, di cui abbiamo parlato nel precedente post, si è trasformato in una bella serata. Tutto questo grazie all'atmosfera elegante di H2O, con musica in sottofondo, cocktails e appetizer... ma soprattutto grazie agli oggetti "trasparenti", Made in Italy, realizzati con metodi artigianali, presentati per l'occasione da Atelier DesignTrasparente, che hanno saputo arredare il locale con design, luce e colore.

Evento a cura di: Emiliano Brinci, Francesca Soluzioni, Michele Fanfulli.

Graphic design: GINKGOPROD aka Stefano Fanfulli

23.5.09

23.05.09 Intervista all'artista Jole Caleffi.

Al centro dell'astrazione.

Jole Caleffi
Vive ed opera a Modena
La mia produzione artistica spazia dall'astratto al figurativo, dalla performance
alla webart. www.jolecaleffi.com

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D- Che cos'è per te l'Arte?

L'Arte è la sublimazione del vissuto e per vissuto intendo tutte le esperienze, visive, emozionali, culturali, affettive, intellettuali.....

D- Che stili e movimenti artistici ti hanno più influenzato nel tuo percorso evolutivo?

Nessuno è immune da ciò che ha fruito dall'Arte del passato e del presente. Avendo studiato più volte la Storia dell'Arte dai grafiti ai giorni nostri direi di essere stata influenzata da tutto e da niente in quanto io seguo un mio percorso, ma se proprio devo citare alcuni movimenti artistici che mi appartengono direi il Movimento Futurista, l'Informale, L'astrattismo, ma poi a volte faccio opere figurative. La mia espressione artistica si basa soprattutto sulla necessità di comunicare con i mezzi che mi sono più congeniali:la pittura, la Poesia, le performances.

D-C'è un filo conduttore nei messaggi che trasmetti attraverso le tue opere?

Io dipingo per cicli, cioè quando sento dentro di me molto forte la necessità di comunicare, di esprimermi... i messaggi sono tanti... esaurito un discorso ne inizio un'altro. Il filo conduttore è il colore.

D- Come definisci il rapporto tra Arte e Bellezza?

Il rapporto tra Arte e Bellezza e molto vario, spazia all'infinito, comunque per me la Bellezza nell'Arte è l'armonia delle forme, tenendo presente che forma e contenuto si identificano unitamente al mezzo tecnico necessario per dare vita ad una determinata espressione artistica. Fare entrare il concetto nell'Arte anziché l'Arte nel concetto. Nel movimento Espressionista ad esempio quando si è fatto entrare il cosiddetto "brutto nell'Arte" sono state create opere stupende sia per la forma che per il contenuto.

D-Come vedi l'evoluzione dell'arte contemporanea?

L'Arte ha sempre precorso i tempi. Gli eventi della storia dell'umanità."Ai posteri l'ardua sentenza" visto che oggi a mio parere spesso si definisce Arte ciò che Arte non è e ciò che è Arte il più delle volte non viene presa in considerazione dalla critica ufficiale.

22.5.09

22.05.09 L'arte fatta di sensazioni dell'artista Francesco Cecere.

Immagini di uomo
tecnica mista su sabbia e polvere di legno, 120 x60, Napoli 2006

Quindici anni di lavori e una incessante ricerca di vita: la mostra “Follia o vagare di dolce euforia” ospitata a Palazzo Marigliano rappresenta un momento di svolta nella carriera del giovane artista napoletano Francesco Cecere. I lavori esposti sono le ultime produzioni: per lo più opere di pittura informale, ma nessun lavoro materico o pittoscultoreo. Quindici opere che ripercorrono una strada che ha portato ad una riduzione numerica aumentata in qualità, che dà un’impronta più forte dove predomina il nero e il rosso. Nero che non è sinonimo di oscurità, ma di chiarezza in quanto sintesi di tutti i colori e massimo risultato della luce. Colore che diventa materia con l’utilizzo di sostanze eterogenee: sabbia, caffè, polvere di legno. Le opere si sviluppano lungo il solco della scuola di Domenico Spinosa la cui matrice dolorosa affonda le proprie radici, secondo Sartre, dell´uomo appena uscito dalle atrocità della guerra, e che, per Cecere, riconducono alla perdita degli affetti più cari e alle difficoltà di una vita travagliata. E al rapporto conflittuale con la città di Napoli, che, come una altalena, oscilla tra gioia e infelicità, benessere e malessere. Napoli città rossa, città in continuo cambiamento, quasi buia. Ma un rosso che è parte, anch’esso, della chiarezza dopo il continuo alternarsi tra momenti di violenza e momenti di pace. Una pittura in fieri che, alla fine, aprirà a Cecere la strada della “dolce euforia” nella terra di Jackson Pollock, dove l’artista punta ad arrivare con la collaborazione della regione Campania.
A cura di Carlo Saccon

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D- Cos'è per te l'Arte?

Vita.

D- Che stili e movimenti artistici ti hanno più influenzato nel tuo percorso evolutivo?

Classicismo, impressionismo astratto informale.

D- C'è un filo conduttore nei messaggi che trasmetti attraverso le tue opere?

Sensazioni.

D- Come definiresti il rapporto tra Arte e Bellezza?

Troppo complicato e superficiale definire il rapporto arte e bellezza.

D- Come vedi l'evoluzione dell'arte contemporanea?

In un certo senso a volte troppo commercializzata ...

21.5.09

21.05.09 Remo Bevilacqua il Forminformalismo...


Il Forminformalismo nell’arte pittorica di Remo Bevilacqua (ed il sorriso del gatto in “Alice nel paese delle meraviglie”).

In “Alice nel paese delle meraviglie”, Lewis Carroll ad un certo punto descrive un gatto il quale pian piano scompare lasciando di sé visibile, per un po’ di tempo ancora, soltanto il “sorriso”. Dopodiché, la ragazza precipitata d’un tratto (per aver istintivamente inseguito un coniglio parlante) in un mondo dove tutte le leggi fisiche date per scontate sembrano essere stravolte, osserva fra sé e sé: «Beh! Mi è capitato spesso di vedere un gatto senza sorriso, ma un sorriso senza gatto! È la cosa più curiosa che abbia visto in vita mia!» Ecco, penso che non esista metafora migliore di questa attinta dalla suggestiva opera del matematico-scrittore inglese dell’ ‘800 per sintetizzare l’essenza della “filosofia” che sta alla base della complessa opera di Remo Bevilacqua, pittore lucano residente a Policoro. “Forminformalismo”, è il nome che egli ha volto dare alla sua originale maniera d’esprimersi, premurandosi di fissarne le basi teoriche (come si è soliti fare quando si ambisce a tentare una esegesi del mondo) in una sorta di “manifesto”. Il concetto di “non-forma”, inteso come “negazione assoluta della forma” non ha senso – sembra voler trasmettere Bevilacqua –; altrimenti del significato profondo dell’arte si andrebbe a perdere la parte più importante. Come dire, traslando il problema in campo filosofico, che il “non-essere” è inconcepibile, in quanto il solo nominarlo, oltre a far emergere un ambiguo limite, lo renderebbe “qualcosa” di autocontraddittorio, che “c’è” e “non c’è” allo stesso tempo. In sintesi, per il giovane artista (e “figlio d’arte”, che va a convalidare l’intuizione schopenhauriana per cui certo genere di talento s’eredita principalmente da parte materna) la “forma” è quel che, degli oggetti e del mondo in genere, ci appare “di volta in volta”; dunque, tutto quanto ricade sotto la categoria della temporalità. L’“informe”, invece, è «ciò che non è razionalmente definibile»; è quell’ “essenza” (altrimenti detta “realtà fondamentale”) delle cose che può fungere da sintesi in ogni “cambiamento”: o – detto in altri termini – da “punto fermo”, inconoscibile razionalmente, di quelle che egli chiama “metamorfosi”: ovvero, un susseguirsi di “immagini” (di qui, l’importanza del disegno, nel suo “modus operandi”) le quali restituiscono aspetti sempre parziali, ma significativi, di ciò che non sarebbe altrimenti esprimibile nella sua reale natura affatto olistica. Cosicché, le “forme informi”, volendo essere un po’ altisonanti, rappresentano quasi uno sguardo sul presente (fluido, inafferrabile frontiera di separazione fra passato e futuro) gettato dall’ “eternità”. Ma ritorniamo, ora, all’incipit di questa breve analisi. Ebbene, chiediamoci: cos’è un sorriso? Di certo non è una “bocca che sorride”; quest’ultima, assimilabile a mera forma. Un “sorriso” è certamente qualcosa di più astratto e fondamentale: una “non-forma”, appunto, nell’accezione in cui Remo Bevilacqua intende tale termine, che – lo ripeto – sta a designare un “quid” non identificabile attraverso le mere leggi della logica, ma tuttavia indispensabile ai fini di una comprensione esaustiva del mondo, alla quale si può giungere solo attraverso i territori inesplorati dell’arte. La “forma-non forma” può essere dunque definita, in estrema sintesi, il “sorriso” che la forma lascia dietro di sé quando scompare. Bevilacqua, il quale ha già ottenuto numerosi riconoscimenti dalla critica che conta, sta attualmente lavorando all’allestimento di una mostra. A cura di Gianrocco Guerriero.

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D- Cos'è per te l'Arte?

L'arte è la rappresentazione forminformale della propria esperienza nel e col mondo, in cui tutto ha forma.

D- Che stili e movimenti artistici ti hanno più influenzato nel tuo percorso evolutivo?

Ho attraversato, interpretando, tutta la storia dell'arte, fino a giungere a pollock grazie alla cui astrazione ne ho studiato l'essenza concludendo che la non-forma non esiste fino ad approdare all'ideazione del forminformalismo da me ideato.

D- C'è un filo conduttore nei messaggi che trasmetti attraverso le tue opere?

Il filo conduttore è l'esperienza conoscitiva e trasudata fra me e l'opera d'arte che trasmette messaggi di un tentativo di soluzione.

D- Come definiresti il rapporto tra Arte e Bellezza?

L'arte è bellezza.

D- Come vedi l'evoluzione dell'arte contemporanea?

Noto molto disinteresse nei confronti dell'arte, oggi! Il forminformalismo in arte rappresenta una vera rivoluzione del concetto di forma e del gusto estetico, ma ancora pochi colgono l'attimo evolutivo della storia dell'arte e delle rappresentazioni forminformali nella società dell'arte contemporanea.

20.5.09

20.05.09 La creatività di Marco Scali

Ciambella tavolino in vetroresina illuminato

Marco Scali si descrive così:

Nasco a Torino il 3 Aprile del 1964. Il mio percorso artistico segue la via dettata da una forte pressione d'animo, dalla quale riesco a comprendere una certezza, acquisisco la conoscenza unicamente da una mia ricerca. Quindi l'etichetta di naif convinto mi condiziona a cimentarmi in svariati settori, che mi permettano di trovare risposte sempre più utili per la mia crescita artistica. Apro un studio di immagine e creo una linea di trucco, con la quale riesco a propormi anche senza l'ausilio di terzi, evolve così il mio curriculum, riuscendo a far parlare di me dalla carta stampata ai media televisivi, inoltre tutto questo mi permette di viaggiare in continuazione con innegabili vantaggi, fino a divenire, a tutt'oggi, uno dei maquiller scelti da note case cosmetiche. L'enorme bagaglio di dati raccolti nella moda e nel colore mi consentono di affinare il buon gusto. Contemporaneamente a questo cammino (molto riassunto in termini di lavori svolti, citando però i più significativi), mi dedico alla pittura, cercando con essa una sintonia più plastica e tridimensionale, studio e lavoro le materie più svariate, come i calcestruzzi, la pietra, la resina, la ceramica, il ferro, il legno e un infinità di altri materiali. Tutto questo al solo scopo di turbinare le informazioni raccolte per poi gestirle e creare finalmente, dipinti, opere scultoree, pannelli decorativi, arredi, complementi di arredo, ambientazioni. Lo studio d'arte prende forma.

Gilinda nera calcestruzzo e resina

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Arte

D- Cos'è per te l'Arte?


L’arte è quella capacità di trasmettere emozioni, io dico “la rappresentazione di un concetto o di un sentimento, non importa… ciò che conta è l’emozione”, logicamente penso che maggiore è l’emozione, maggiore è stata la capacità artistica di trasmettere il concetto o il sentimento.

D- Che stili e movimenti artistici ti hanno più influenzato nel tuo percorso evolutivo?

Il mio percorso evolutivo, credo sia quello più sbagliato e scorretto che un artista possa fare, ossia crescere con la benda negli occhi, le orecchie tappate e la bocca chiusa. Non sono mai riuscito a crescere confrontandomi, informandomi, studiando e/o seguire una scia. Mi rendo conto che sia azzardato ma non posso farci nulla. Ma oggi finalmente, credo di sentirmi pronto, quindi posso confrontarmi, condividere e informarmi.

D- C'è un filo conduttore nei messaggi che trasmetti attraverso le tue opere?

Purtroppo proprio per mie caratteristiche, sopra riportate, il mio filo conduttore e sempre stato dettato dagli stati d’animo e dalla ricerca.

D- Come definiresti il rapporto tra Arte e Bellezza?

Come già detto il mio percorso è stato inconsueto, la mia pressione d’animo artistica era tale che sentivo e sento la necessità di ricercare e ricercarmi, volendo essere in tutto questo un naif convinto, ma dovevo anche realizzarmi economicamente e così nella mia lunga e ininterrotta ricerca ho anche inserito un nuovo canale, ossia la moda, quindi sempre con la mia determinazione e voglia di fare, ho cominciato in parallelo una nuova strada che potesse non distogliermi dal colore e che fosse tale da fornirmi utili informazioni ed esperienze personali, per la mia crescita artistica globale, ma non meno importante che potesse permettermi una entrata economica più veloce, quindi senza scuole e senza corsi imparai l’arte del trucco, ed oggi sono il truccatore e consulente di immagine di “Chanel”. Solo che paradossalmente questo lavoro ad oggi mi assorbe molto, ma ciò nonostante non ho mai abbandonato la mia ricerca. Quindi in un caso come il mio L’Arte e la Bellezza sono cresciuti con me è ritorno alla mia massima, la cosa importante e che l’arte mi emozioni, quindi deve essere bella da vedere, sia essa astratta, sia concettuale deve emozionarmi. Probabilmente non sarà facile emozionarsi come vedendo la rara bellezza di artisti che hanno realizzato opere di inestimabile valore, ma questa per me e il concetto di Arte che è uguale a Bellezza.

D- Come vedi l'evoluzione dell'arte contemporanea?

Sono affascinato dall’evoluzione dell’arte contemporanea, la ricerca di nuovi orizzonti, sia tecnicamente sia materialmente è quanto di più energicamente positivo per la mia esistenza.

Design

D - Cos'è per te Marco la creatività?

Qualcosa di fantastico, un concetto dinamico e spero che possa crescere ancora molto, sicuramente un canale che vorrò in qualche modo contattare.

D - Il design per te è modellazione della forma?

No per me il design è modellazione della forma al solo livello mentale. Non sono un designer affermato, non uso tecnigrafi o programmi informatici, ma ho una mia caratteristica progettuale, chiudo gli occhi e visualizzo il progetto, quando lo termino li riapro e se poi modello una forma non
è più il mio personale designer ma la mia art&designer.

D - Da cosa trai ispirazione per i tuoi progetti?

I miei progetti sono ispirati in special modo dalle atmosfere e relative sensazioni di pace. La mia ispirazione si basa su idee al pari delle mie opere pittoriche, ma che devono fondersi con l’ambiente donando benessere.

D - Quale designer ti ha più influenzato nel tuo stile?

Nessuno e in alcun modo.

D - Che differenza c'è oggi per te tra arte e design?

Per me la differenza è cercare di non averne, il mio sogno e cercare una dimensione che possa racchiudere il tutto in un unico concetto. La mia sofferta ricerca personale, decisamente sofferta,
proprio per la difficoltà di portarla avanti a modo mio, ha condizionato non poco la mia vita privata, con tentativi di slanci sbagliati e investimenti condizionati. Oggi sono tornato single anche a causa di questa mia personalità e la mia nuova casa doveva avere certe caratteristiche, ma fra tutte: Il luogo, ossia lontano dallo stress e immerso nel verde. Una casa che mi fornisse le basi per usarla allo scopo di mettere in pratica la mia voglia di ambientare le mie creazioni e le mie ambientazioni. Ma soprattutto che mi fornisse uno studio di pittura, uno studio ufficio e progettuale, un laboratorio super fornito di attrezzature per lavorare i vari materiali, dal legno, al ferro alle resine ecc…. Un magazzino per i materiali. Tutto questo doveva avere la mia casa e tutto questo oggi è in mio possesso. Questo per far meglio comprendere che mi piacerebbe non
possa esservi differenza e se mai ci deve essere, vorrà dire che non ci sarà per me.

D - E infine parlaci dei tuoi progetti ed eventi futuri?

Tra i miei progetti ci sono vari pannelli decorativi e interattivi, quindi decorazioni che possano essere non solo ammirate ma anche toccate e magari annusate. Lampade e illuminazione in calcestruzzo, che ricordano stili che definisco similarmente alla “Flinstones”, ricordi della pietra e delle forme preistoriche e atmosfere attuali. Un oggetto in metacrilato, che racchiude la natura sigillandola sia essa geo, bio o tecno, con questo particolare oggetto, dalle infinite possibilità cromatiche e di dimensioni, si possono realizzare tavoli, sedie,supporti, lampade o solo semplicemente sfruttandoli al fine del colore armonizzandolo con i colori circostanti. Non posso essere molto preciso su questo progetto proprio per il motivo dello studio ancora in corso, studio alla ricerca di aziende che possano crederci. Eventi futuri, una personale pittorica che possa farmi esprimere senza vincoli di nessun tipo.

Per vedere altre opere consiglio di visitare il sito: www.marcoscali.com

Galassia, sole e pianeti da soffitto

19.5.09

19.05.09 L'Arte di Massimo Nardi.

Inizia con l'artista Massimo Nardi la serie di interviste lanciate sul nostro gruppo di Facebook "Arte Antiquariato Arredamento Design Vintage"

Massimo Nardi, è nato a Bari il 05/09/1963, si è diplomato al Liceo Artistico di Lucca, ha conseguito la Maturità di Maestro della Ceramica a Bari, si è specializzato nella scenografia lavorando con il Teatro Petruzzelli realizzando scenografie della lirica, televisione e spettacoli in genere. Numerose sono state le sue partecipazioni in collettive e rassegne artistiche, dove si è aggiudicato premi e riconoscimenti importanti. Hanno scritto di lui critici e giornalisti e le sue opere sono in collezioni pubbliche, private ed ecclesiastiche in Italia e all’estero.

D- Cos'è per te l'Arte?

R- L’arte è vita è sorpresa emozione, poesia, riflessione sconcerto, apprendimento, in parte necessaria per l’umanità.

D- Che stili e movimenti artistici ti hanno più influenzato nel tuo percorso evolutivo?

E’ una bella domanda questa. Penso di essere un amante ed un attento osservatore di tutta l’arte, specialmente contemporanea. Per un periodo formativo iniziale ero attratto dal figurativo metafisico, Magritte, De Chirico ma la mia mente era spinta altrove, verso un surrealismo rivisitato del Dalì. Oggi penso che la mia arte si avvicina più a varie sfaccettature di movimenti più essenziali ed emotivamente rapidi nell’esecuzione. Vedi Pollock, Mirò, Kandinsky. Ma amo sentirmi libero di spaziare e di lasciar fare all’istinto del momento che vivo all’istante. E oggi in particolare o smesso di vedere gli artisti, prima citati come modello, in quanto l’artista è colui che sa dare una nuova interpretazione di stile e di pensiero proprio, che lo identifica o lo rappresenta.

D- Come definiresti il rapporto tra Arte e Bellezza?

Essenziale. Mi sforzo di capire cosa è il bello, o di vedere dei canoni di bellezza nel passato. Ma con tutta sincerità, oggi si è liberi di pensare che anche l’orrido e il brutto fanno parte della bellezza.

5- Come vedi l'evoluzione dell'arte contemporanea?

Si sono fatti dei grandi passi già ai tempi di Leonardo e Michelangelo, Alchimia, il designer per il funzionale vedi il Bauhaus, oggi la tecnologia è l’ambito multidisciplinare di ricerca e sviluppo di soluzioni, legate soprattutto ai processi produttivi. Sicuramente la risposta positiva è il riciclo , in natura il concetto di rifiuto non esiste , tutto viene riassorbito dall’ambiente e rimesso in circolo. Anche gli artisti in quest’ultimo periodo si adoperano per realizzare opere con materiale di scarto. Ma penso che si deve incominciare a capire che il contributo dell’arte e indispensabile per l’umanità, per aggregare e aiutare il fa bisogno mondiale dei paesi del terzo mondo, come sa fare bene la musica con concerti di beneficenza. Quindi vedo un ritorno ed un mescolarsi di stili con sguardi al passato, mi viene sempre da pensare che andando dietro nei secoli l’arte ha già dato tanto. La mia riflessione costante è quella di vedere sempre più incalzare l’arte virtuale e concettuale forse questa e la risposta. Mi scuso per il mio linguaggio un po’ così’ e vi ringrazio di cuore.

18.5.09

18.05.09 Made in Italy poster art di Dario Ujetto.

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Made in Italy Poster Art è un progetto nato grazie al Web e in perfetto stile 2.0. Non è un social network o uno spazio di sharing: si tratta di interviste ad artisti, alla “Rolling Stone”. Che senza “Rete” non sarebbero mai esistite; nascono, infatti, da un semplice blog (www.madnesswall.com) che si propone di raccontare, pubblicare, commentare performance e opere di quel rivoluzionario movimento artistico che dalla New York di Basquiat ha inondato il mondo con la sua creatività: la Street Art. Il Focus è la ricerca del perché tanti artisti italiani hanno scelto le tecniche e il modus operandi della Street Art come via per esprimere le proprie idee e perché la sostengono anche dal punto di vista della promozione artistica.

Leggi documento

16.5.09

16.05.09 Muscle l'armadio senza ante del designer Giorgio Biscaro.




Muscle - armadio

MUSCLE l'armadio senza ante di Giorgio Biscaro, è un sistema di contenitori alternativi che sfrutta due semplici basi in metallo forato attraverso le quali vengono passati degli elastici, creando così una specie di "gabbia elastica" che trattiene vestiti, coperte, valige ecc.. Il disordine non è mai stato così bello da vedere, racchiuso in questo muro di fili rossi, che nell'insieme ricordano un muscolo in tensione.

Entrando nel sito appare un'affermazione incisiva del designer: "anyway white is not my favorite colour (maybe)"... sarà o no il suo colore preferito?

www.giorgiobiscaro.com

15.5.09

15.05.09 Evento roma@design, H2O presenta Atelier DesignTrasparente

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roma@design è un "luogo" d'incontro nato su Facebook, per dare voce e visibilità al design romano. E' proprio il desiderio della comunic/azione attiva di idee, progetti ed oggetti che ha spinto alla creazione di questo gruppo, al di fuori dei (pochi) canali istituzionali, un collettivo di designers con un proprio blog e un gruppo su Facebook. All'interno vengono presentate tutte le proposte di chi voglia partecipare e collaborare per far circolare idee e cercare di creare reti relazionali con individui, gruppi, realtà aziendali e commerciali, piccole e grandi istituzioni interessate allo scambio e alla ricerca di nuovi canali culturali e commerciali per il design a Roma.
Nel tentativo, fondamentale, di cercare inedite opportunità di visibilità, sperimenta nuovi networks di distribuzione: mostre-mercato in gallerie e fiere, selling parties, exhibit nelle location più varie, eventi, temporay shops collettivi, partecipazioni di gruppo a saloni internazionali, workshops, concorsi di idee. E inoltre, dialogare con laboratori artigianali, piccole e medie imprese, attività commerciali aperte al valore del design per sviluppare strategie, servizi e prodotti che ben si legano alle tecniche di quasi auto-produzione con cui la maggior parte dei designers romani si confronta e realizza le sue idee, in bilico tra artigianato e design. Convinti delle potenzialità di un simile contesto, capace di valorizzare talento e talenti locali, ma anche di dialogare con le varie realtà del design internazionale interessate, per incontri e confronti, roma@design non vuole essere un manifesto, ma solo una tappa di un percorso in divenire.

roma@design presenta il suo primo evento:

H2O lounge bar-desserteria-bookstore, uno dei locali più originali e creativi della capitale, ospita una mostra di oggetti di design della produzione di Atelier DesignTrasparente, in una serata evento per dare voce e visibilità al design romano. Designtrasparente è un atelier creativo nato dalle menti curiose di Emiliano Brinci e Francesca Soluzioni. Il primo un industrial designer specializzato nell’exhibition e nella grafica 3d. La seconda una mente creativa incentrata sulle tecnologie produttive e alla continua ricerca di innovazioni tecniche e funzionali. Specializzati nella lavorazione delle materie plastiche, tutti i loro oggetti sono Made in Italy e realizzati con metodi artigianali e ambientati per l'occasione con i loro colori e le loro trasparenze nell'atmosfera elegante di H2O, con musica in sottofondo tra cocktails e appetizer particolari proposti per l'evento.

A cura di: Emiliano Brinci, Francesca Soluzioni, Michele Fanfulli.

Graphic design: GINKGOPROD aka Stefano Fanfulli


10.5.09

10.05.09 Mostra di Enrico Baj “Mobili Animati” presso la Fondazione Marconi... la tendenza “antropomorfizzante”.

I mobili dell’artista Enrico Baj, seguono la tendenza “antropomorfizzante”, realizzati dal 1960, con ovatta pressata e applicata a collage sul fondo di stoffa da tappezzeria, sulla sagoma sono poi applicati pomelli, cornici, passamanerie e fregi di serrature come rimando ai tratti somatici, tra l’animale e il mobile. Nei più recenti pezzi successivi Baj usa anche il legno, materiale proprio del mobile, servendosi di impiallacciature con i fregi tipici del repertorio artigiano. Il risultato è una serie di opere ironiche, vanitose, eleganti, se pur estremamente semplici. Baj (1924–2003) è stato uno dei principali protagonisti dell’avanguardia italiana: pittore, scultore e anarchico. Erede dello spirito surreal-dadaista, sperimentatore di soluzioni stilistiche inedite, ha realizzato celebri collages e assemblages polimaterici, con la costante di un’aura dissacrante dalle sottili implicazioni politiche. Il Surrealismo ed il Dadaismo marcarono profondamente la sua opera, i suoi collages fatti di materiali diversi (medaglie, bottoni, passamanerie, mescolati alla pittura) sono vicini da una parte all'opera di Kurt Schwitters e Francis Picabia, d'altra risentono dello spirito di Alfred Jarry con il suo Ubu Roi. Mostrandosi sempre attento al messaggio sociale, Baj ha consacrato una grande tela ai "Funerali dell'Anarchico Pinelli", dove riprende le proprie figure ispirate a Guernica ed i propri personaggi grotteschi e da parodia.

Opere in mostra dal 27 maggio 2009 al 4 luglio presso la Fondazione Marconi , dal titolo “Mobili Animati”.

Fonte: artsblog;

5.5.09

5.05.09 Progettazione + Graphic Design = Creatività... 1+1= 3



1+1=3
non è una somma sbagliata ma l'unione di 2 gruppi di studenti del corso di Progettazione e del corso di Graphic Design e Pubblicità del Beckmans College of Design. Per la Stockholm Furniture Fair i designer hanno progettato un spazio pieno di oggetti studiati per interagire direttamente con i visitatori; mentre i grafici hanno creato un catalogo e il video in questione.

Perché 1+1 è l'unine di due mondi creativi che può dar vita a qualcosa di nuovo... 3

Fonte: designer blog;

2.5.09

02.05.09 Yves Tanguy In un lungo indeterminato... arte innata

In un luogo indeterminato (En Lieu oblique), marzo 1941
Olio su tela, 43 x 71,4 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia 76.2553 PG 98

Yves Tanguy nasce a Parigi nel '900, ed è un esempio di come l'arte è una dote, se così si può definire, innata. Autodidatta, nel 1924 entra in contatto con il gruppo dei surrealisti dando vita ad opere oniriche con un'influenza metafisica. In questo quadro Tanguy rappresenta un paesaggio irreale, lunare e onirico; "abitato" solamente da strane forme antropomorfe e proteiformi. Il confine tra terra e cielo è indeterminato, creando così all'osservatore un turbamento che cresce dopo che, nelle figure inanimate, si percepiscono forti somiglianze alla forma umana. Infatti nelle forme colorate e ben definite, si possono riconoscere: un essere seduto, uno eretto e altre sagome prossime a volumi abitativi, quando non a giocattoli, che definiscono lo spazio suggerendone la vastità bloccata da vapori celesti che sembrano avanzare verso l'osservatore.

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